USA Tour 2008 – Day 3
La petroliera proprio fuori dalla finestra ci dice che è ora di alzarsi… Il suo fischio dichiara l’arrivo dell’alba e non possiamo ignorarlo.
La nebbia circonda le cose con il suo bagliore lattiginoso e cerca di dissuaderci dal percorrere le strade di Astoria. Noi invece, delusi dalla colazione offerta dal motel, ci dirigiamo verso l’ottimo locale della sera prima e ci diamo alla pazza gioia con una serie di piatti via via più ingombranti…
Bene, ora sì che siamo pronti per cercare i luoghi dei Goonies, la casa di Michey, quella di Data, la prigione, il museo, il bowling e la bellissima spiaggia di Willie l’Orbo…
Infreddoliti e contenti, ci regaliamo un pranzo di tutto rispetto (fajitas, halibut e patate fritte).
E poi via, verso Portland e i suoi giardini di rose profumatissime… Portland non è solo rose e fiori, purtroppo… la città ci si mostra in tutte le sue sfaccettature, sebbene la visita sia durata poche ore. Il degrado e la povertà si contrappongono ai grattacieli super moderni e lussuosi.
Assistiamo ad un arresto in diretta, vediamo donne incinte chiedere l’elemosina agli angoli delle strade, brutti ceffi ci guardano con sufficienza dall’alto della loro muraglia d’odio. E’ incredibile come le persone riescano ad imprimere ai luoghi la propria personalità, le proprie paure come anche i propri sogni e entusiasmo. Mentre Cannon Beach, con le sue strade pulite, i giardini curati e la gente sorridente e premurosa, infonde serenità, Portland mi richiama ad una sensazione di urgenza, ogni volto sembrava dirmi “Vai, corri via prima che puoi”. E così facciamo.
Partiamo per la tappa più lunga del nostro viaggio, quella che ci porterà al parco dello Yellowstone, quasi 1300 chilometri di strada.
Ora siamo in un motel sulla strada, a Cascade Lock, brutto e umido. Sono le 6 del mattino… e non vediamo l’ora di ripartire!




Ci avete scritto…