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	<title>F.B. Life &#187; viaggi</title>
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	<description>Storia di noi due...</description>
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		<title>Day 1 &#124; Torino -&gt; Miami</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 18:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriviamo a Miami dopo quasi un giorno intero di viaggio e pochissime ore di sonno. Il controllo passaporti è lento e laborioso, la coda avanza a rilento. Quando finalmente gli Stati Uniti di America ci fanno la grazia di accettarci come turisti, ritiriamo i bagagli e noleggiamo una Chrysler convertible che sarà la nostra compagna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" title="Torino Caselle" src="http://farm3.static.flickr.com/2537/3796754280_07bfcee501.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify;">Arriviamo a <strong>Miami</strong> dopo quasi un giorno intero di viaggio e pochissime ore di sonno. Il controllo passaporti è lento e laborioso, la coda avanza a rilento. Quando finalmente gli Stati Uniti di America ci fanno la grazia di accettarci come turisti, ritiriamo i bagagli e noleggiamo una <strong>Chrysler convertible</strong> che sarà la nostra compagna di viaggio per i primi nove giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">In auto il Tom Tom ci tradisce: reset continui neanche fosse Windows. Dobbiamo così affidarci ad una approssimativa cartina ritirata all&#8217;autonoleggio, che ci porta fuori rotta invece che condurci all&#8217;hotel. Dopo un&#8217;ora di viaggio verso nord, stravolti dal sonno, affamati e stanchi, torniamo sui nostri passi affidandoci al caro, vecchio senso dell&#8217;orientamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In hotel abbiamo giusto il tempo per una doccia: le energie di riserva le dedichiamo alla cena. Un filet mignon di tutto rispetto direttamente sulla Ocean Drive. Conto salato ma palato soddisfattissimo!</p>
<p style="text-align: justify;">Niente più forze: si rientra in hotel e si dorme 10 ore di filato.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 12</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 02:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I 300 km e oltre dell&#8217;anello di asfalto che percorreremo per visitare il Sequoia National Park impegneranno tutta la giornata odierna. Dopo l&#8217;immancabile colazione da Starbucks la nostra Buick, con già gli oltre 5mila km da noi percorsi sul groppone, sfreccia sicura verso est. I saliscendi e le infinite curve in successione della Sierra Nevada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I 300 km e oltre dell&#8217;anello di asfalto che percorreremo per visitare il <strong>Sequoia National Park</strong> impegneranno tutta la giornata odierna.<br />
Dopo l&#8217;immancabile colazione da Starbucks la nostra Buick, con già gli oltre 5mila km da noi percorsi sul groppone, sfreccia sicura verso est. I saliscendi e le infinite curve in successione della <strong>Sierra Nevada</strong> non si fanno attendere: dopo mezz&#8217;ora iniziano le salite e i tornanti che ci accompagneranno per tutto il giorno, con buona pace del nostro stomaco.<br />
Nella <strong>Giant Forest</strong> ci sono i più vecchi e grandi esseri viventi esistenti sul pianeta: alcuni alberi hanno oltre 4mila anni. Ci sono sequoie giganti che arrivano a sfiorare i 300 piedi: sono quasi 100 metri di altezza! Si tratta di alberi imponenti, assolutamente inimmaginabili se non li si vede di persona, e neppure le fotografie o i video sono in grado di mostrarne degnamente le dimensioni.<br />
Le loro basi hanno circonferenze di decine di metri e i primi rami iniziano così in alto da affaticare i muscoli del collo per poterli scorgere.<br />
A dispetto di un&#8217;immagine che emana forza e un senso di eternità, le sequoie giganti sono in realtà creature delicate e per certi versi fragili: la loro corteccia è morbida e setosa, non riescono a crescere in molte altre parti del mondo, e anche quando il luogo è ideale non possono mancare particolari condizioni di umidità, temperatura e caratteristiche del pendio che le ospita. Nei primi anni della loro lunga vita possono morire calpestate da uomini o animali, oppure bruciare in uno dei tanti incendi che invece, col tempo, diventeranno loro alleati.<br />
E&#8217; incredibile pensare che alberi millenari ed enormi possano morire per un motivo tanto banale: prima o poi, infatti, il loro continuo crescere le porta inevitabilmente a sbilanciarsi. Le radici non si inoltrano che per un paio di metri nel terreno, e questa è la loro condanna: se lo sbilanciamento degli enormi pesi (fino a 2mila tonnellate) è accompagnato da forti nevicate, dal vento o da un terreno particolarmente morbido, la sequoia gigante cade con uno schianto immenso e muore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la visita al maestoso <strong>General Sherman</strong>, il più grande (per volume) albero del mondo, vecchio di 2200 anni e in grado di accrescere ogni anno il suo volume di una quantità pari a quella di un albero di medie dimensioni, ci regaliamo infatti alcuni scatti memorabili presso sequoie ormai cadute: durante il loro crollo il terreno che era alla base si è sollevato, le radici sono emerse senza rompersi e ora svettano a quasi 10 metri dal terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo il Sequoia National Park tenendoci però ben stretto lo stupore per lo spettacolo visto, ci sorbiamo 150 km di curve e controcurve, saliscendi, boschi e valli bruciate dal sole per tornare a Fresno e al suo motel di basso profilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Tahoe Joe&#8217;s</strong> ci accoglie a braccia aperte per la seconda sera consecutiva, la cena è superlativa come sempre, la dormita un po&#8217; meno. Ma poco importa: appena 300 km ci separano dalla stupenda <strong>San Francisco </strong>e dai nostri ultimi 3 giorni negli Stati Uniti d&#8217;America.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 11</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 02:29:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sveglia tra le montagne di Mammoth Lakes è fresca e luminosa. La sera prima abbiamo cenato mangiando benissimo e siamo pronti per la giornata da dedicare al mitico Yosemite National Park. Questo enorme parco naturale, un tempo patria degli indiani d&#8217;America, è il paradiso degli arrampicatori e degli amanti delle camminate in montagna. L&#8217;Half [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La sveglia tra le montagne di Mammoth Lakes è fresca e luminosa. La sera prima abbiamo cenato mangiando benissimo e siamo pronti per la giornata da dedicare al mitico <strong>Yosemite National Park</strong>. Questo enorme parco naturale, un tempo patria degli indiani d&#8217;America, è il paradiso degli arrampicatori e degli amanti delle camminate in montagna. L&#8217;<strong>Half Dome</strong>, il più grande blocco di granito esistente al mondo, si erge imperioso dominando la valle dello Yosemite. E&#8217; raggiungibile solo in estate, tramite una faticosa camminata di 12 ore lunga quasi 30 km, e comprende gli ultimi 300 metri di dislivello tecnici e molto pericolosi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Lo Yosemite è famoso anche per le sue enormi cascate, che purtroppo però d&#8217;estate sono quasi completamente asciutte. Le avevo viste in primavera nel 2004 e ricordo di esserne rimasto affascinato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Noi ci accontentiamo di addentrarci fino al Visitor Center, posto proprio nel centro della valle. Un luogo del genere, per essere apprezzato al meglio, richiederebbe più tempo e la possibilità di addentrarsi lungo uno dei tanti sentieri che si inerpicano tra le maestose montagne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Nel pomeriggio iniziamo a dirigerci nuovamente verso Sud: la piatta ed enorme città di <strong>Fresno </strong>sarà il campo base dei prossimi due giorni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Prima di arrivarci, però, rimandiamo l&#8217;uscita dallo Yosemite per visitare il <strong>Mariposa Grove</strong>, patria di una delle prima sequoie giganti che incontreremo domani nel <strong>Sequoia National Park</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">A Fresno pernottiamo in un Motel 6 che non è il massimo del comfort e della pulizia: tra ragni, letti scomodi e tanto caldo ci addormentiamo con ancora il ricordo della favolosa bistecca del mitico <strong>Tahoe Joe&#8217;s</strong>, la steak house che già lo scorso anno ci aveva fatto impazzire.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 10</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 03:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima sveglia a Las Vegas la vivo con un misto di dispiacere e di contentezza. Dispiace lasciare il comfort di queste stanze così fresche e attrezzate, per rifugiarsi nuovamente sulle strade polverose che attraversano i deserti, ma è bello pensare che ci attendono altri panorami, altre esperienze e nuovi luoghi da visitare. L&#8217;obiettivo della giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;ultima sveglia a Las Vegas la vivo con un misto di dispiacere e di contentezza. Dispiace lasciare il comfort di queste stanze così fresche e attrezzate, per rifugiarsi nuovamente sulle strade polverose che attraversano i deserti, ma è bello pensare che ci attendono altri panorami, altre esperienze e nuovi luoghi da visitare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;obiettivo della giornata è arrivare il più vicino possibile all&#8217;<strong>Area 51</strong>: si dice sia uno spazio militare inaccessibile ai civili dove l&#8217;esercito americano mantiene contatti con gli extraterrestri e sviluppa tecnologie segrete.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Viaggiamo dunque verso nord per circa 250 km, in un paesaggio desolante, torrido e inospitale. Una cassetta della posta bianca all&#8217;incrocio con una strada sterrata è il segnale della presenza di una delle vie d&#8217;accesso all&#8217;Area 51. Imbocchiamo quindi pieni di timore e entusiasmo il tratto sterrato, mentre minacciosi temporali si sviluppano davanti a noi, fino a raggiungere un insediamento che sembra una fattoria abbandonata. Proseguiamo oltre, immersi in una distesa di <strong>Joshua Tree</strong>, quando all&#8217;improvviso ai bordi del sentiero notiamoil fatidico cartello: proprietà degli Stati Uniti d&#8217;America, divieto assoluto di accesso pena multa e 6 mesi di reclusione. Deterrente, per noi, più che sufficiente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non possiamo fare altro che tornare sui nostri passi, non dopo ovviamente le foto e le riprese di rito (per la verità vietate). Sulla via del ritorno notiamo un pick-up bianco che prima non c&#8217;era: ci precede sollevando un polverone che si disperde nel vento, e all&#8217;improvviso&#8230; scompare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Giunti nuovamente alla fattoria incontrata all&#8217;andata, notiamo il pick-up parcheggiato e seminascosto: all&#8217;interno ci sono 2 uomini, che ci hanno seguiti per assicurarsi che non invadessimo l&#8217;area militare. Incredibile!</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Torniamo quindi sulla strada principale e ci fermiamo per pranzo al <strong>Little A&#8217;le&#8217;inn,</strong> un localino sperduto e trascurato in cui il tema “alieni” è il protagonista assoluto: foto alle pareti, poster, pupazzi umanoidi di gomma e souvenir sono in ogni angolo! Purtroppo la cucina non è all&#8217;altezza della fama del luogo: ripieghiamo su un misero hot-dog a testa e riprendiamo la strada verso nord ovest. Mancano quasi 400 km a <strong>Mammoth Lake</strong>, dove trascorreremo la notte, ai piedi della Sierra Nevada.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Poco più in là ci aspetta il superbo <strong>Yosemite National Park</strong>, meta straordinaria che visiteremo domani, dopo essere entrati nell&#8217;ultimo Stato coinvolto nel nostro viaggio: la <strong>California</strong>.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 9</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 02:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornata trascorsa nella scintillante Vegas, nel bel mezzo del deserto del Nevada. Il mattino lo dedichiamo ad un po&#8217; di riposo: non ci capita spesso di dormire 2 notti nel medesimo posto, avendo modo di rifiatare tra le lunghissime tappe in auto che si susseguono. La piscina del nostro hotel, l&#8217;Excalibur, forse non è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Giornata trascorsa nella scintillante Vegas, nel bel mezzo del deserto del Nevada. Il mattino lo dedichiamo ad un po&#8217; di riposo: non ci capita spesso di dormire 2 notti nel medesimo posto, avendo modo di rifiatare tra le lunghissime tappe in auto che si susseguono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La piscina del nostro hotel, l&#8217;<strong>Excalibur</strong>, forse non è il massimo ma basta per regalarci del relax a bordo vasca e un bagno non propriamente rinfrescante (l&#8217;acqua rispecchia l&#8217;immensa calura dell&#8217;esterno, costantemente attorno ai 40°).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Pranziamo dentro l&#8217;hotel, senza troppe pretese, e poi prendiamo la Buick – che già pensava di farla franca e godere di un giorno di riposo &#8211; per visitare, 50 km più a est, la mitica <strong>Hoover Dam</strong>. Questa immensa diga fornisce energia elettrica a tutto il Nevada, è assolutamente enorme, imponente, una gigantesca pancia di cemento armato, chiuse e canali. Vista la stagione, il livello delle acque del <strong>Lake Mead </strong>non è elevato, ma siamo comunque consapevoli dell&#8217;enorme forza che agisce sui fianchi di questo canyon, dove il fiume Colorado giunge esausto dopo avere contribuito all&#8217;incessante erosione del Grand Canyon, oltre 200 km più a oriente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il caldo pauroso e il vento incessante ci consigliano di rientrare tra i climatizzatissimi hotel di Vegas. Ci scappa, ovviamente, qualche puntatina alla roulette: dopo alcuni colpi fortunati il nostro capitale iniziale di 20$ risulta salito a 94! Decidiamo quindi di ritirare la vincita e ce ne andiamo tutti contenti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Una visita alla stupenda Venezia preceduta da una cena a buffet conclude degnamente la serata: domani dovremo ripartire verso nord ovest, dove ci attendono l&#8217;<strong>Area 51</strong> e altri 650 km prima della prossima meta del nostro viaggio.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 8</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 18:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salt Lake City è enorme e noi, di tempo, ne abbiamo poco: ci accontentiamo di svegliarci presto e visitare per pochi minuti Temple Square, cuore metropolitano di questo enorme agglomerato di case, hotel, autostrade e chiese. Alle 10 del mattino imbocchiamo quindi l&#8217;autostrada in direzione Sud: ci separano ben 680 km da Las Vegas, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Salt Lake City è enorme e noi, di tempo, ne abbiamo poco: ci accontentiamo di svegliarci presto e visitare per pochi minuti Temple Square, cuore metropolitano di questo enorme agglomerato di case, hotel, autostrade e chiese.</p>
<p>Alle 10 del mattino imbocchiamo quindi l&#8217;autostrada in direzione Sud: ci separano ben 680 km da Las Vegas, al netto della deviazione che abbiamo in mente di intraprendere per visitare il Bryce Canyon. Le prime ore scorrono tranquille, attraversando paesaggi lunari: brulle distese, colline, rettilinei infiniti circondati da qualche cespuglio e poco altro.</p>
<p>A metà giornata lasciamo la Highway 15 per la deviazione prevista verso est: in mezz&#8217;ora di guida tra curve e controcurve raggiungiamo l&#8217;ingresso del <strong>Bryce Canyon</strong>. La particolarità di questa zona è data dal colore della terra: è rossa, molto intensa, sembra quasi finta! Dev&#8217;essere spettacolare la vista del luogo all&#8217;alba o al tramonto, noi ci arriviamo in pieno giorno ma di certo non possiamo lamentarci.</p>
<p>Al Bryce Canyon dedichiamo meno di due ore: abbastanza per goderci la vista di torrioni di roccia modellati dal vento in precise figure geometriche, grotte e sentieri misteriosi che vengono inghiottiti dalle montagne.</p>
<p><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/bc-hdr-2-246-248.jpg"><img class="size-medium wp-image-192 aligncenter" style="border: 10px solid white;" title="bc-hdr-2-246-248" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/bc-hdr-2-246-248-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Riprendiamo il percorso per Vegas, che è ancora lontana: siamo appena a metà strada! Torniamo sull&#8217;ormai nota Highway 15 e giriamo il muso della nostra enorme Buick Enclave verso sud. Ci aspetta l&#8217;allegria, la vitalità e il caldo torrido della più incredibile città mai sorta nel bel mezzo di un deserto.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 7</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 04:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci svegliamo per la seconda volta a West Yellowstone (è strano ormai fermarsi oltre 24 ore in un posto) e abbiamo davanti una giornata intensa. In mattinana riprendiamo la strada fatta ieri e ripercorriamo parte dell&#8217;anello dello Yellowstone National Park, per visitare l&#8217;enorme geyser chiamato Old Faithfull. Questa meraviglia della natura, forse il più famoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ci svegliamo per la seconda volta a West Yellowstone (è strano ormai fermarsi oltre 24 ore in un posto) e abbiamo davanti una giornata intensa. In mattinana riprendiamo la strada fatta ieri e ripercorriamo parte dell&#8217;anello dello Yellowstone National Park, per visitare l&#8217;enorme geyser chiamato <strong><em>Old Faithfull</em></strong>. Questa meraviglia della natura, forse il più famoso geyser al mondo, deve il suo nome evocativo alla sua straordinaria affidabilità: basta attendere tra i 40 e i 126 minuti, infatti, e si assiste ad una spettacolare eruzione di acqua bollente e vapore.</p>
<p style="text-align: justify;">A noi basta raggiungere l&#8217;arena che lo circonda, tutto un susseguirsi di tribune in legno e spettatori estasiati, attendere meno di mezz&#8217;ora ed ecco che l&#8217;eterno spettacolo si svolge davanti ai nostri occhi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/oldfaith.jpg"><img class="size-medium wp-image-187 aligncenter" style="border: 10px solid white;" title="oldfaith" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/oldfaith-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; incredibile pensare a come possa un fenomeno tanto complesso e naturale avere una tale regolarità. Ed è così da milioni di anni! Questa è l&#8217;ultima, straordinaria meraviglia che ci regala il parco, perché per noi è tempo di iniziare il lungo viaggio verso Sud. <strong>Las Vegas</strong> è la nostra meta più a meridione, e la raggiungeremo sabato sera. Per farlo, cominciamo con l&#8217;affrontare oltre 600 km a cavallo tra il Wyoming e lo Utah, tutti fatti di montagne e laghi, salite e discese, migliaia di curve in successione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il paesaggio è straordinario, le vette innevate incorniciano enormi valli fiorite dove gli animali pascolano liberi, mentre lo Snake River sembra non volerci abbandonare mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Esausti, arriviamo alle 9 di sera a <strong>Salt Lake City</strong>, città che ci sembra subito enorme e dinamica, ma siamo troppo stanchi per visitarla e ci rifugiamo nel nostro motel per dormire in attesa del secondo, lungo troncone di strada da affrontare domani.</p>
<p style="text-align: justify;">Cara <em>Strip </em>di Vegas, stiamo arrivando!</p>
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		<title>Usa Tour 2008 &#8211; Day 6</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 04:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[montagna]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>
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		<description><![CDATA[Giornata straordinaria. Ci svegliamo a West Yellowstone con un tempo variabile e un vento forte che soffia incessante, ci concediamo una colazione degna di nota e partiamo per i quasi 300 km che costituiscono il doppio anello d&#8217;asfalto che racchiude lo Yellowstone National Park. Lo spettacolo è straordinario, esagerato. Questo parco nasce attorno ai 2500 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giornata straordinaria. Ci svegliamo a West Yellowstone con un tempo variabile e un vento forte che soffia incessante, ci concediamo una colazione degna di nota e partiamo per i quasi 300 km che costituiscono il doppio anello d&#8217;asfalto che racchiude lo <strong>Yellowstone National Park</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo è straordinario, esagerato. Questo parco nasce attorno ai 2500 metri di altitudine, su una zona di scontro tra due zolle geologicamente molto attive: ne risulta un territorio incredibilmente vario, sotto il quale scorre un fiume di magma, gas, acqua bollente in continua evoluzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-177" style="border: 10px solid white;" title="yel1" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In superficie tutto questo enorme rimescolamento di forze ed equilibri sotterranei si manifesta ai nostri occhi con una serie impressionante di spettacoli naturali: geyser, laghi d&#8217;acqua bollente da cui si innalzano perenni larghe ondate di fumo, enormi superfici ricoperte di calcare e batteri. Gli immensi incendi che hanno devastato negli anni questa zona particolarmente boscosa non hanno la forza per mitigarne il fascino: anzi, accrescono la nostra meraviglia davanti alla capacità della natura di riappropriarsi di quanto il fuoco doloso le abbia portato via.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-179" style="border: 10px solid white;" title="yel2" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è certamente uno dei luoghi più incredibili ed affascinanti del pianeta: non riusciamo a restare sulla strada principale per più di qualche minuto, perché continue deviazioni ci portano a scoprire nuove radure, altri scenari sempre più immersi nella natura incontaminata.</p>
<p style="text-align: justify;">Natura che si manifesta anche concedendoci la vista, a pochi metri da noi, di bisonti, cerbiatti, cervi e &#8211; persino &#8211; la carcassa di un lupo. Proseguiamo un po&#8217; storditi da tanta varietà di meraviglie fino all&#8217;enorme Yellowstone Lake, il più grande lago della nazione, con una circonferenza superiore ai 170 km. Preferiamo non fermarci e viaggiamo verso nord circumnavigando questo parco straordinario. Sulla strada, giusto per non farci mancare nulla, abbiamo anche modo di visitare profondi canyon e cascate imponenti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-178" style="border: 10px solid white;" title="yel4" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel4-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Pur trattandosi di autentiche meraviglie della natura, personalmente ho ancora negli occhi lo spettacolo indimenticabile della mattina, quando vedevo l&#8217;acqua bollire in pozze limpide e improvvise e enormi distese di vapore che sapevano pesantemente di zolfo spinte dal forte vento. Così, forse per una precoce nostalgia, il viaggio di ritorno verso West Yellowstone ci porta a fermarci di nuovo lungo pianure e boschi dove i geyser la fanno da padroni: esplodono, fumano, riposano, poi rimescolano tutto e ricominciano senza sosta.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti a questo moto perenne mi trovo a riflettere su quale spaventosa energia debba avere generato il nostro pianeta: non sono bastati 6 miliardi di anni alla Terra per raffreddarsi e stabilizzarsi, è ancora incredibilmente viva, attiva e mobile e in questo luogo neppure la superficie ne è immune&#8230; subisce enormi tensioni, spostamenti, forze sotterranee e non può che cedere quando esse vogliono emergere.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi non siamo che puntini minuscoli e credo insignificanti in un luogo immenso e la nostra vita è breve ed effimera come un soffio. Non abbiamo il potere di cambiare o domare queste forze nate infiniti anni fa nell&#8217;Universo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-181" style="border: 10px solid white;" title="yel3" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/yel3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo a casa dopo quasi 10 ore, stanchi, affamati e saturi di panorami da cartolina. Ci resta la forza per una mitica bistecca <em>New York Style</em> che ci deprime il portafoglio ma ci entusiasma lo stomaco, e poi tutti a dormire: domani si riparte, altre ore di viaggio verso Salt Lake City, dritti verso Sud.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 5</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 15:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[di tutto]]></category>
		<category><![CDATA[montagna]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
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		<description><![CDATA[Seconda metà del lungo viaggio verso Est. Finalmente arriviamo a West Yellowstone, nel Montana, dopo una giornata ricca di panorami e chilometri! Ci svegliamo a Twin Falls, cittadina che prende il nome dalle cascate generate dallo Snake River, a Shoshoe Falls, che raggiungiamo dopo l&#8217;inevitabile colazione da Starbucks. Temperatura perfetta, giornata limpida, strade sgrombre: il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Seconda metà del lungo viaggio verso Est. Finalmente arriviamo a <strong>West Yellowstone</strong>, nel Montana, dopo una giornata ricca di panorami e chilometri!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci svegliamo a Twin Falls, cittadina che prende il nome dalle cascate generate dallo Snake River, a Shoshoe Falls, che raggiungiamo dopo l&#8217;inevitabile colazione da Starbucks. Temperatura perfetta, giornata limpida, strade sgrombre: il massimo.<br />
Le cascate che visitiamo sono chiamate dai locali &#8220;le Niagara dell&#8217;Ovest&#8221;: definizione forse un tantino esagerata, ma lo spettacolo è assicurato lo stesso!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/twinfalls.jpg"><img class="size-medium wp-image-154 aligncenter" style="border: 10px solid white;" title="twinfalls" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/twinfalls-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dopo un&#8217;ora di &#8220;oohhh&#8221;, &#8220;aahhh&#8221; e &#8220;che bello!&#8221; risaliamo sulla Buick e riprendiamo la strada di ieri, facendo però una deviazione importante: andiamo infatti a visitare una zona vulcanica nota come <em>Crater of the Moon</em>: una immensa distesa lavica risalente a circa 2mila anni fa, su cui dopo secoli di stenti la vegetazione ricomincia ad avere la meglio, generando cespugli, alberi e persino qualche fiore.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno del parco saliamo su una collina di cenere che ci porta dopo 50 metri di dislivello a dominare la valle: soffia un vento impetuoso, il paesaggio è lunare e la vista unica, inimitabile.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/cratermoon.jpg"><img class="size-medium wp-image-155 aligncenter" style="border: 10px solid white;" title="cratermoon" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/cratermoon-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ridiscesi riprendiamo con rinnovata voglia di viaggiare la statale 20 direzione est: mancano ancora 300 km fino a West Yellowstone, un viaggio interminabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il luogo che ci accoglie sembra davvero bello: l&#8217;aria è pura, c&#8217;è molto verde che dopo tanto deserto fa benissimo agli occhi, le persone sono cortesi e la Steak House all&#8217;angolo promette bene.</p>
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		<title>USA Tour 2008 &#8211; Day 4</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 15:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
				<category><![CDATA[di tutto]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[In viaggio. Finalmente possiamo veramente dimenticarci Cascade Locks e il suo brutto motel verso il grande parco dello Yellowstone. Il paesaggio è sempre diverso e sempre uguale allo stesso tempo. Non fai in tempo a pensare che ti stai annoiando di fare sali-scendi e vedere solo foreste di conifere, che tutto cambia e diventa una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente possiamo veramente dimenticarci <strong>Cascade Locks</strong> e il suo brutto motel verso il grande parco dello Yellowstone. Il paesaggio è sempre diverso e sempre uguale allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non fai in tempo a pensare che ti stai annoiando di fare sali-scendi e vedere solo foreste di conifere, che tutto cambia e diventa una pianura verdeggiante e ricca di fiumi, laghi e paludi e poi all&#8217;improvviso tutto cambia di nuovo e diventa arido e brullo e collinoso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/strada.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-166" style="border: 10px solid white;" title="strada" src="http://www.fblife.it/wp-content/uploads/2008/08/strada-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E poi è bello parlare per ore e scambiarsi opinioni, raccontarsi a vicenda e scoprire che siamo tutti diversi eppure così vicini e simili.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cittadina sorta attorno ad un distributore ci accoglie per un pieno della nostra Buick e un pasto fugace.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi di nuovo in viaggio fino a <strong>Twin Falls</strong>, dove ci godiamo il nostro meritato riposo, dopo circa 600 chilometri.</p>
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