Giornata straordinaria. Ci svegliamo a West Yellowstone con un tempo variabile e un vento forte che soffia incessante, ci concediamo una colazione degna di nota e partiamo per i quasi 300 km che costituiscono il doppio anello d’asfalto che racchiude lo Yellowstone National Park.
Lo spettacolo è straordinario, esagerato. Questo parco nasce attorno ai 2500 metri di altitudine, su una zona di scontro tra due zolle geologicamente molto attive: ne risulta un territorio incredibilmente vario, sotto il quale scorre un fiume di magma, gas, acqua bollente in continua evoluzione.

In superficie tutto questo enorme rimescolamento di forze ed equilibri sotterranei si manifesta ai nostri occhi con una serie impressionante di spettacoli naturali: geyser, laghi d’acqua bollente da cui si innalzano perenni larghe ondate di fumo, enormi superfici ricoperte di calcare e batteri. Gli immensi incendi che hanno devastato negli anni questa zona particolarmente boscosa non hanno la forza per mitigarne il fascino: anzi, accrescono la nostra meraviglia davanti alla capacità della natura di riappropriarsi di quanto il fuoco doloso le abbia portato via.

Questo è certamente uno dei luoghi più incredibili ed affascinanti del pianeta: non riusciamo a restare sulla strada principale per più di qualche minuto, perché continue deviazioni ci portano a scoprire nuove radure, altri scenari sempre più immersi nella natura incontaminata.
Natura che si manifesta anche concedendoci la vista, a pochi metri da noi, di bisonti, cerbiatti, cervi e – persino – la carcassa di un lupo. Proseguiamo un po’ storditi da tanta varietà di meraviglie fino all’enorme Yellowstone Lake, il più grande lago della nazione, con una circonferenza superiore ai 170 km. Preferiamo non fermarci e viaggiamo verso nord circumnavigando questo parco straordinario. Sulla strada, giusto per non farci mancare nulla, abbiamo anche modo di visitare profondi canyon e cascate imponenti.

Pur trattandosi di autentiche meraviglie della natura, personalmente ho ancora negli occhi lo spettacolo indimenticabile della mattina, quando vedevo l’acqua bollire in pozze limpide e improvvise e enormi distese di vapore che sapevano pesantemente di zolfo spinte dal forte vento. Così, forse per una precoce nostalgia, il viaggio di ritorno verso West Yellowstone ci porta a fermarci di nuovo lungo pianure e boschi dove i geyser la fanno da padroni: esplodono, fumano, riposano, poi rimescolano tutto e ricominciano senza sosta.
Davanti a questo moto perenne mi trovo a riflettere su quale spaventosa energia debba avere generato il nostro pianeta: non sono bastati 6 miliardi di anni alla Terra per raffreddarsi e stabilizzarsi, è ancora incredibilmente viva, attiva e mobile e in questo luogo neppure la superficie ne è immune… subisce enormi tensioni, spostamenti, forze sotterranee e non può che cedere quando esse vogliono emergere.
Noi non siamo che puntini minuscoli e credo insignificanti in un luogo immenso e la nostra vita è breve ed effimera come un soffio. Non abbiamo il potere di cambiare o domare queste forze nate infiniti anni fa nell’Universo.

Torniamo a casa dopo quasi 10 ore, stanchi, affamati e saturi di panorami da cartolina. Ci resta la forza per una mitica bistecca New York Style che ci deprime il portafoglio ma ci entusiasma lo stomaco, e poi tutti a dormire: domani si riparte, altre ore di viaggio verso Salt Lake City, dritti verso Sud.
Ci avete scritto…