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Oggi siamo approdati a Grand Turk in tarda mattinata, e con nostra grande sorpresa la nave ha attraccato… dove non c’è alcun porto! E’ impressionante vedere un bestione di queste dimensioni avvicinarsi così tanto alla spiaggia. Evidentemente il mare diviene immediatamente profondo, così tanto da consentire alla nostra Liberty di galleggiare.
Siamo scesi e la spiaggia era quindi a pochi passi: forse non la migliore in cui siamo stati, ma sempre ottima! Palme al posto di ombrelloni, lettini per leggere e rilassarsi e acqua cristallina.

Per non farci mancare niente abbiamo anche approfittato della piscina di acqua dolce a gentile disposizione degli ospiti, con tanto di bar direttamente sull’acqua!
E’ stata una giornata di riposo e di mare, dopo le camminate di Porto Rico. Tra mezz’ora salpiamo e navigheremo per quasi 40 ore senza più scendere a terra, fino ad attraccare a Miami sabato mattina.
Lì proseguiremo in auto il nostro viaggio per altri tre giorni, prima del volo per Francoforte e del ritorno a casa.

Giornata dedicata a visitare St. Thomas, una delle US Virgin Island (che non sono 115, chi ha orecchie per intendere… :p) che abbiamo raggiunto dopo 36 ore di navigazione su un mare agitato che ha scosso la nave senza sosta.
L’isola è, in sostanza, una città galleggiante nel bel mezzo dei Caraibi, ha persino un palazzo di giustizia, c’è l’ufficio postale, una teleferica, un porto in grado di ospitare la Carnival e centinaia di negozi duty-free che vendono prevalentemente gioielli e orologi.
Peccato per l’insistenza dei venditori: appena varchi la soglia, ti si appiccicano e ti seguono per tutto il negozio togliendoti il piacere di vagare tra i banchi alla ricerca dell’occasione del secolo!
Per questo, pur avendone visitati decine, siamo usciti praticamente a mani vuote.

Abbiamo anche avuto il piacere di passare un paio d’ore a Magel’s Bay, definita “una delle 10 spiagge più belle del mondo”, che forse non merita un titolo così altisonante ma di certo si fa rispettare per la purezza dell’acqua e la spiaggia circondata da palme e barchette di legno abbandonate.
Quando sbarchiamo a terra i quasi 4mila ospiti della nave si disperdono tra escursioni, mare, attività sulla nave e così si riesce comunque ad avere un po’ di privacy e a godersi il mare caraibico che è davvero senza pari.

Va un po’ meglio con la sopportazione del caldo, almeno adesso riusciamo a passeggiare anche nel primo pomeriggio senza crollare fiaccati dal sole dopo pochi minuti. Sempre a proposito di meteo, sia la tempesta tropicale Ana sia l’uragano Bill si sono gentilmente tolti di mezzo e sono andati a sfogarsi l’una a sud al largo di Porto Rico e l’altro nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, coi sui venti a 240 chilometri l’ora. Questo pone fine al mio desiderio irrazionale di vedere almeno da lontano una tempesta tropicale. Pazienza.

Quindi possiamo, a partire da stasera, riprendere la navigazione lungo l’itinerario originale. Domani tocca appunto a Porto Rico, la penultima tappa di terra del viaggio, che raggiungeremo dopo una notte di show a bordo della nave e di sogni cullati dalle onde.

Due mattine fa ci siamo svegliati dopo che la nave aveva posato l’ancora nei pressi di Half Moon Cay, una deliziosa isola privata di cui solo una piccola percentuale è accessibile ai turisti.
Il mare, che a Miami è piuttosto sporco, qui ha assunto un colore meraviglioso, e l’acqua è cristallina. Dopo la dovuta colazione abbiamo preso uno dei battelli che portano a terra. Half Moon Cay, infatti, non ha un porto, tanto meno uno in grado di ospitare una nave di questa stazza. Ha solamente un piccolo molo capace di accettare poche centinaia di visitatori per volta.

Sbarcare è stato come svegliarsi in una specie di paradiso! La spiaggia è una lunga mezzaluna di sabbia bianca e finissima, il mare è… be’, lasciamo parlare le foto!

Abbiamo passato la mattina ad ammirare il panorama, poi siamo tornati con i pensieri nel mondo reale: quelli della Carnival hanno organizzato persino qui un enorme banchetto con carne, salsicce, dolci, frutta tropicale, insalate e un sacco di altra roba! Sembrava di essere a bordo…

Nelle prime ore del pomeriggio abbiamo ripreso il battello per tornare sulla Liberty, e in cabina c’era un avviso del comandante: la tempesta tropicale Ana potrebbe incrociare i Caraibi orientali a partire da domani. Potremmo essere costretti a cambiare itinerario!
Ma per ora è solo un’ipotesi.
Alle 5 la nave è salpata e dopo due notti e un giorno di navigazione siamo a St. Thomas, una delle US Virgin Islands.

E’ stata una traversata molto lunga, ma a bordo c’è sempre qualcosa da fare! Se si ha voglia, si può festeggiare praticamente di continuo, per non parlare del mangiare. Cosa vi va oggi? Sushi? Messicano? Pizza? Pasta? Verdure? Fish and Chips? Basta scegliere!

Si sbarca per visitare St. Thomas che è, oltretutto, patria dello shopping duty-free!