Il gruppo “Bermuda Circus” formato da quattro chitarre e un basso ha dato spettacolo lo scorso Venerdì sera unendo musica divertente con un susseguirsi di improvvisazioni comiche e surreali.
Ci hanno lasciato senza parole… bravissimi nella tecnica e geniali nelle composizioni! A partire dai bignami della musica italiana e al remake lunghissimo di Battisti, senza dimenticare le esilaranti scenette e l’eccezionale pezzo in cui i 5 suonano un’unica chitarra acustica.
Incredibile davvero! Ho scoperto sul sito http://www.bermudacoustictrio.com/ che tre di loro hanno pubblicato un album con i remake dei Pink Floyd, gruppo storico che adoro… Be’, non può di certo mancare nella mia collezione!
Se ne avete l’occasione, andate a vederli dal vivo… Oppure, speriamo di rivederli insieme alla Gialappa’s nelle prossime edizioni di Mai dire…
E’ la mia cantante preferita ed è un sogno sentire la sua voce dal vivo.
Ha veramente colpito nel segno: aggressiva quanto basta e dolcissima quando serve…
E’ davvero lei: la voce che mi accompagna dall’adolescenza. Quasi non ci credo, e allora canto a squarciagola, tutte le parole che ormai conosco a memoria…Un grande concerto! Grazie F. per questo ennesimo bellissimo regalo…
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Aggiungo 2 righe a questo post… che bella Alanis. Lo so che è banale, però è anche vero… assistita benissimo dalla band (ragazzi che bassista!), una ragazza con una voce così e delle canzoni così belle non ha molto da aggiungere.
Il 21 marzo 2008 ho pubblicato questo post in cui affermavo la mia “folle” volontà di iniziare a prendere lezioni di pianoforte alla veneranda età di 28 anni e passa.
Ad essere onesti, mi piacciono le sfide. E’ troppo bello mettersi in testa un obiettivo, crearlo ambizioso, un po’ fuori dalla propria portata, e poi dirsi: “vediamo un po’ se ce la faccio!”
Be’, io il mio obiettivo “pianistico” ce l’ho, ma per ora non ve lo dico! :-p
Quello che vi dico è che sono stati due mesi divertenti e molto istruttivi: ho finalmente alcune basi di armonia, ho capito perché quando suonavo la chitarra c’erano passaggi in cui un “sol” o un “mi minore” potevano essere suonati indifferentemente, ho compreso come si forma una scala maggiore e minore, e ho iniziato ad esercitarmi sui canoni, quelle torture per il cervello e per le mani che ti costringono a pensare a due cose uguali in tempi diversi, e a suonarle con le mani alternate.
Insomma, un bel casino.
Durante lo studio dei canoni ho avuto la sensazione chiara che la mia mente fosse assetata di apprendimento, che volesse migliorare, capire, imparare: acquisire nuove abilità.
I primi pezzi a due mani sono state una vera soddisfazione! Due settimane più tardi ho suonato i canoni più difficili, mentre cercavo di migliorare le mie capacità di lettura dello spartito.
Poi, 8 giorni fa… è arrivato J. S.Bach. I suoi pezzi li conosco, almeno i più famosi, ma vederli scritti su uno sparito e soprattutto CAPIRE che cosa c’è scritto, è tutta un’altra cosa.
Per non parlare del suonarli… e così, con un pizzico di orgoglio, sono arrivato al suo celebre Preludio in DO maggiore. L’avrò ascoltato cento volte in vita mia, ma suonarlo… mai! E con calma, una battuta per volta, con pazienza e qualche ora di esercizio… eccolo qui!
E’ stato davvero bello riuscire a suonarlo tutto, e soprattutto ad ascoltarsi mentre lo si suona, ad avere il tempo di pensare: “Weh, lo sto suonando io!”
E mi perdono se i polsi si muovono troppo e l’articolazione delle dita è poca… su questi perfezionamenti lavorerò a partire da oggi!
Venerdì 21 marzo 2008 alle 15 avevo 28 anni, 9 mesi e 30 giorni, più o meno.
Ho frequentato la mia prima lezione di pianoforte. Lo so, alla mia età c’è gente che ha alle spalle più di 20 anni di musica, studiata, suonata e vissuta. Io no.
Però ho una voglia totale di cominciare questa avventura, sono carico e voglio togliermi il rimpianto di non averlo fatto quando “era tempo”: anche se non mi convince molto dirlo, perché il tempo giusto, il momento giusto, è questo.
Altrimenti, l’avrei fatto prima.
Quindi… ai blocchi di partenza: ho comprato il mio primo pianoforte elettronico, ho iniziato gli esercizi, e anche se mi arrabbio perché le mie mani non sono ancora sufficientemente elastiche, non so leggere la musica e non mi ricordo la posizione corretta, potete scommetterci che andrò avanti per la mia strada e un giorno che non vedo neppure troppo lontano potrò permettermi di suonare per me stesso, per il mio puro piacere, ascoltando la musica che faccio io, eseguendo quello che piace a me.
Sarà anche un’occasione importante per confermare quello che penso: ci sono limiti che non esistono veramente, sono solo convinzioni altrui.
A me hanno detto che non ho più l’età per imparare bene a suonare il piano.
Ci avete scritto…