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Ed ecco F. ed io a South Park



Ora io dico: anni di sofferenza, attese spasmodiche, download illegali, tempo rubato al sonno e al lavoro per “vedere come va a finire”…

Vi siete persi qualcosa delle prime 3 serie di Lost? Non c’è problema! Buona visione! :-D




Ho visto un film che mi ha tenuto sveglio per quasi metà della scorsa notte, ma non penso che mi abbia tolto qualcosa. Piuttosto, ha dato.

Ha dato linfa alla mia immaginazione, portandomi vicino al viaggio interiore, e non solo quello visto di fuori, della storia vera di Christopher McCandless, ricordandomi che la felicità è reale solo se condivisa e che siamo, senza saperlo, rinchiusi nella nostra prigione di comfort, abitudini e sicurezze.

Ci siamo così tanto abituati che mettere il naso “là fuori” fa una paura fottuta. E infatti, ce ne stiamo qui.

Un po’ lo invidio, Alexander Supertramp. Il coraggio di lasciarsi tutto alle spalle perché l’unica cosa che conta è dove sei diretto, non dove sei stato. La capacità di assorbire vita da ogni esperienza, a contatto con la natura selvaggia, lontano dal denaro, lavorando solo saltuariamente e più che altro per avere un posto dove dormire, al di là delle regole sociali, ai limiti della sopravvivenza.

Tornando a casa ho detto a B. che valgono più i due anni che Sean Penn ci ha raccontato della sua vita di un’intera esistenza delle persone comuni. Lei non era d’accordo, ma io lo penso veramente.

Sicuramente, se chiedeste a lui se è certo di essere vissuto, vi direbbe di sì, se lo chiedeste e a me vi direi che ci sto provando, ma quel senso di inquietudine con cui si convive è una spia fin troppo affidabile del fatto che la ricerca, almeno la mia, deve continuare.

La cosa che mi fa rabbia è che in ogni caso io non partirò, non penso di andare da nessuna parte, e ad alta voce dico che la ragione è perché qui sto bene, c’è la persona che amo, la mia famiglia, i miei amici e tutto il resto, e tutto questo è assolutamente vero e ne sono grato, ma dentro di me so bene che la verità è che non ho abbastanza coraggio. E allora è meglio godersi i film che raccontano di chi ce l’ha fatta, di chi c’è riuscito veramente, facendo finta di essere lì con lui, in Colorado, in Messico, in California, fino all’Alaska gelida e selvaggia dove l’unica cosa importante è sopravvivere.

E, in fondo, quanti di noi sopravvivono e basta anche qui?