image

Archive for the ‘di tutto’ Category

Sono la cliente ideale per le assicurazioni: puntuale, zero incidenti, zero grane.

Per questo motivo mi aspetto di essere trattata come minimo con rispetto.

Faccio un preventivo on-line e scopro che una compagnia di assicurazioni mi offre le stesse identiche garanzie della mia attuale polizza ad un importo decisamente inferiore: si parla di (quasi) dimezzare una spesa fissa…

Mi faccio solleticare dall’idea di partire con una trattativa per mantenere  il rapporto di collaborazione con il mio assicuratore, che in fondo non mi ha mai fatto nulla di male.

MA – e qui c’è un “ma” grosso come una casa – lui non può intavolare una trattativa, non può venirmi incontro, la sede centrale gli impone dei prezzi e io sono già al minimo consentito, ANZI… quest’anno deve per forza aumentarmelo… E così anziché strappare un prezzaccio mi appioppa un bel rincaro di 20€.

No, ma dico… io vengo a dirti che voglio uno sconto e tu mi aumenti il prezzo?

E come se non bastasse, mi rifila un sacco di stupidaggini del tipo:

  • Con le assicurazioni on-line non c’è la copertura dei 15 gg. quando scade – FALSO quella a cui ho chiesto il preventivo copre in caso di rinnovo anche i 15 giorni successivi alla scadenza.
  • Non parli mai con la stessa persona, ma con un call center – FALSO avrei un unico operatore e un unico referente da contattare. Il mio si chiama
    Michele e sembra simpatico.
  • Non ti coprono in caso di incidenti nei parcheggi del supermercato – FALSO copre anche all’interno di proprietà privata.
  • E’ molto più comodo venire da me se hai dei problemi che fare un fax, un’email o chiamare un call center – FALSO tutto FALSO!!! Per me è davvero un problema venire in filiale: ogni volta devo prendere un permesso perché siete aperti negli orari in cui io dovrei essere in ufficio. E poi… Credi che io abbia paura di fare un fax o mandare una email nel 2011?

Siccome non mi piace farmi trattare così, ho appena risposto con un fax di disdetta.

Addio caro assicuratore. Non mi servi più.

 

PS: La mia nuova assicurazione è questa qui.

  • Tags:

Non esiste la solitudine per chi ha la fortuna di avere un gatto… e io questa fortuna ce l’ho, triplicata!

Ieri sera, tornando a casa, pensavo che mi sarei annoiata da sola in casa. Non sapevo cosa mi aspettava.

Apro la porta e un musetto rosso sbuca per darmi il benvenuto in casa. Esce sul pianerottolo, mette il nasino nei vasi delle piante, guarda dentro all’ascensore che senza preavviso si chiude prendendolo alla sprovvista. Bud si precipita in casa spaventato a morte, ma si volta all’ultimo per far capire che NO! Lui non ha paura di niente! Quindi si fa le unghie sul tiragraffi e si arrampica sul trespolo, pronto a giocare con un topino finto che inesorabilmente finirà sotto il mobile.

Entro e Rodrigo si fa subito sentire: “FAME!”
Miagola come un matto finché non riceve il suo piatto di carne trita di cavallo e un po’ di pappa al tonno. Cleo si avvicina, ma viene subito cacciato dal fratello che gli fa capire con una zampata che deve aspettare il suo turno.

Metto su l’acqua e mi siedo sul divano. Non passa un minuto che Cleo è già in braccio che fa le fusa e vuole coccole… La spazzolina sul muso lo fa impazzire! Spinge con la testa e si rotola sul divano, non ne ha mai abbastanza.

I gatti richiedono attenzioni speciali, diverse per ognuno di loro. Non basta riempire la ciotola del cibo e dell’acqua e pulire la sabbietta della lettiera… Bisogna capirli, assecondarli, dare loro quello che li fa stare bene.

Rodrigo è un buongustaio, non mangia bustine di sottomarca, né crocchette da troppo tempo nella ciotola. Ama farsi spazzolare, ma soltanto in alcuni punti del muso e mai per troppo tempo. Adora stare al sole al mattino e accoccolarsi vicino al termosifone d’inverno, dormire d’estate sul cuscino in balcone all’ombra e farsi le unghie sul tappeto.  Ma non gli piacciono le smancerie, non sopporta di essere coccolato troppo a lungo. Quando si stufa, lui semplicemente si alza e se ne va.

Cleo, invece è carezza-dipendente. Ogni occasione è buona per saltare in braccio e farsi spazzolare, coccolare, stringere, abbracciare, e si struscia, socchiude gli occhi, si sdraia, sta perfino con la pancia all’aria per farsi coccolare meglio e ogni notte si sdraia sul piumone, acciambellato proprio contro i miei piedi, e se mi sposto si sposta anche lui per starmi vicino.
E’ un fifone incredibile. Tutto lo spaventa, ogni rumore, per piccolo che sia lo fa saltare o spalancare gli occhi. Ma è anche il più audace dei tre, è il primo che si avvicina ai nuovi oggetti in casa, mette il naso nelle borse, nelle valigie o nelle buste della spesa e quando gioca, Cleo diventa un altro… Salta, corre, diventa energia pura. E’ bellissimo vederlo così.

Bud Weiser è selvaggio, giocherellone, un cacciatore nato. Non c’è mosca che si salvi se nei paraggi c’è Bud. Passa la maggior parte del tempo a correre, saltare, rincorrere topini finti o a giocare con Cleo. Ma nasconde un lato tenero. Adora essere preso in braccio quando, dopo la doccia, sono in accappatoio con i capelli bagnati. Si struscia e fa le fusa e mi spinge la testa contro il collo e con le zampe sembra abbracciarmi. Lo fa ogni volta…
Poi ha una passione per i capelli. Di notte, sale sul cuscino e fa la pasta nei miei capelli, facendo le fusa molto rumorosamente.
In quei momenti gli si può fare di tutto, ma se lo si prende durante i momenti di gioco, non vuole essere preso in braccio né addirittura essere toccato e se lo si fa, lui urla, soffia, morde e graffia. Una belva. Peccato che non faccia paura a nessuno con quel suo musetto dolce!

Dopo mangiato ho messo gli avanzi in una ciotola. E subito ho ricevuto una grande lezione da Bud: i gatti sanno essere molto espliciti quando vogliono. Dopo aver annusatolo spezzatino ha cominciato a scavare con la zampina le piastrelle attorno alla ciotola, come fa di solito quando deve coprire di sabbia i suoi ricordini puzzolenti nella lettiera… Afferrato il messaggio ho svuotato la ciotola nella pattumiera.

Non riesco a fare nulla in casa senza che ci siano almeno un paio di occhietti curiosi che seguono ogni mia mossa. Sistemo la cucina e Cleo si affaccia per vedere se ho finito, perché vuole le sue coccole, vado in salotto e Rodrigo mi segue e si accoccola sul divano, dove aspetterà che lo spazzoli un po’,  intanto Buddy corre su e giù, perché vuole giocare!

E, dopo ore di coccole, giochi, corse, spazzolate, pappe e stuzzichini, appena mi corico nel letto, loro mi seguono, Cleo si mette sui miei piedi, Rodrigo di fianco a me e Bud si sdraia ai piedi del letto, a guardia del territorio…

Ok, non sono esattamente dei mastini, ma mi fanno sentire al sicuro. E’ come essere circondata da cari amici che mi vogliono bene.

E’ impossibile sentirsi soli con loro.

twitter_logoSono un grande estimatore, per non dire un fan, di Twitter da molto tempo. Ho sempre trovato l’idea della piattaforma di microblogging assolutamente splendida: un modo rapido, fresco e sicuro per “dire la nostra”, senza essere costretti a compromettere la privacy o a essere invasi da inviti a giochi online a cui non vogliamo partecipare (ecco  un’altra delle ragioni per cui ho chiuso il mio profilo Facebook).

La mia pagina Twitter è al momento l’unica partecipazione ufficiale al mondo del “social network” che mi concedo, e mi ci trovo benissimo. Posso esprimere un pensiero, pubblicare un link che ho trovato interessante, aggiornare una situazione particolare che sto seguendo, rispondere ai post degli amici che seguo con applicazioni semplici, leggerissime e immediate. Sul Mac uso Tweetie, un client multiutente che mi piace perché è pulito e ordinato (e si fa perdonare la pubblicità nella versione free), sull’iPhone (che tra parentesi, come dispositivo, è di una bellezza commovente) ho scoperto da poco Twittelator, un’applicazione di una completezza disarmante, fatta benissimo e che ora svetta nella “home page” del mio iPhone!

Finalmente ho la possibilità di condividere in un lampo una foto o un video anche su Twitter. Il client permette di scegliere quale servizio utilizzare come hosting per i contenuti multimediali (la scelta è tra TwitPic, Moby e TwitVid) e funziona egregiamente. Così, se per strada noto qualcosa di interessante e voglio mostrarlo al mondo, mi basta usare Twittelator per aprire l’applicazione nativa dell’iPhone per le fotografie, scrivere il tweet ed inviarlo… ed è fatta! In tempo reale, tutti i miei followers potranno vedere la foto che ho scattato (stessa cosa per i video ovviamente).

E’ perfetto. Ho trovato il mio equilibrio tra privacy e voglia di comunicare, tra vita personale e internet, senza perdere la “multimedialità” di cui sono vero appassionato.

Se vuoi seguirmi su Twitter ti basta visitare questo link, oppure abbonarti al feed RSS dei miei micro-post!

iPhoneGiuro che ce l’ho messa tutta. Ma veramente. Da un paio di mesi c’è in commercio questo meraviglioso concentrato di tecnologia, l’iPhone 3GS, ma io sono rimasto fedele al mio Nokia fino a ieri.

Diciamo che la resistenza non è stata impossibile: ho sempre ritenuto l’iPhone un telefono con caratteristiche inferiori ad alcuni concorrenti, ma come mi era capitato ad agosto scorso, quando ho acquistato il mio primo Mac, è stata la prova sul campo a sovvertire i pronostici. Mi è capitato tra le mani, infatti, il nuovo iPhone ed è stato amore a prima vista. Velocissimo, completo, in perfetto (e ovvio) stile Apple dove tutto è ordinato, coerente e logico.

Quindi ieri ho fatto il grande passo: addio Nokia, benvenuto iPhone 3GS. Questo gioiellino va a completare integralmente il mio passaggio al mondo Apple: adesso i miei computer, i lettori MP3 e il telefono che possiedo recano sul retro la famosa mela morsicata. Ed è altamente improbabile che decida, un giorno, di tornare sui miei passi (per ora, anzi, è impossibile).

Il passaggio dal Symbian del Nokia al sistema operativo Apple dell’iPhone è stato totalmente indolore: l’ambiente Mac è riprodotto alla perfezione sul dispositivo. Ho sincronizzato immediatamente i contatti, alcune applicazioni, un po’ di musica e il calendario (cosa che coinvolge anche Google Calendar, veramente stupendo!). In due secondi la rubrica che ho sull’iMac era anche sull’iPhone, tutto è ordinato come se fossi in ufficio.

Molto intuitiva la gestione delle chiamate e di tutta la parte di telefonia, mi ha un po’ spiazzato invece il lato messaggistica, anche se adesso mi piace: le conversazioni vengono raggruppate in stile Gmail e mostrate con le famose “bolle colorate” di iChat. Secondo me, comunque, su questo fronte l’iPhone pecca un po’: per ora non riesco ad avere cartelle dove salvare messaggi specifici e quelli inviati sono visibili insieme a quelli ricevuti. Da migliorare.

Aggiornamento: rettifico quanto scritto sulla gestione degli SMS. Avevo solo un SMS inviato e due ricevuti in memoria e non era possibile capire il sistema di archiviazione… che in realtà è ottimo! Ogni nuovo destinatario genera un nuovo archivio di conversazioni. A quel punto, tutti gli SMS sono memorizzati nel relativo archivio, in stile iChat come già detto, con una divisione grafica tra quelli inviati e quelli ricevuti. In pratica si ha uno storico del “botta e risposta” con ogni contatto! E’ possibile cancellare selettivamente gli SMS in una conversazione oppure inoltrarli. Molto bello e ben pensato!

Non ho ancora avuto modo di testare la batteria (da cui comunque non ci si può aspettare troppo), ma l’editing video e la gestione multimediale delle foto è stupenda. Per ora, quindi, direi più pro che contro.

Rapidamente, mi è piaciuto:

  • L’integrazione di un iPod, un telefono, un palmare, una fotocamera e una videocamera è riuscita benissimo
  • La gestione della parte telefonica è perfetta, facile e intuitiva
  • La velocità di apertura delle applicazioni, un passo avanti rispetto all’iPod Touch
  • Find-my-iPhone si integra con Mobile Me e consente di localizzare il telefono in caso di furto e, volendo, di bloccarlo!
  • La facilità di configurazione e uso, ma questo per chi usa Apple è la norma

Non mi è piaciuto:

  • La mancanza del contatore caratteri negli SMS, a mio avviso una pecca pesante, risolvibile solo acquistando applicazioni di terze parti dall’Apple Store
  • La mancanza di un segnale di fine ricarica (fastidioso!) – Rettifico: c’è un’opzione che permette di mostrare in modo permanente la percentuale di carica della batteria. Bastava attivarla :D
  • La mancanza dei “modi d’uso”: si può solo scambiare una modalità in cui il telefono suona e vibra (o suona soltanto) con una in cui il telefono vibra senza suonare o è completamente silenzioso. Ma a ben pensarci non mi sembra un grosso limite.

Potrebbero seguire aggiornamenti! :D

Aggiungo una nota: ho cercato l’iPhone in 3 negozi diversi prima di trovarne uno disponibile, cioè da Mediaworld. Questa è la trascrizione identica nella sostanza tra me e l’addetto vendite Mediaworld:

Io: “Salve, vorrei un iPhone 3GS nero da 16 giga”

Addetto vendite: “Perfetto, ce l’abbiamo. Vuole sottoscrivere un contratto o prenderlo in abbonamento?”

Io: “Ma no, guardi, lo prendo senza contratto, prezzo pieno ma niente vincoli…”

AV: “Ah… ehm, in questo caso non ne ho disponibili…”

Io (sconvolto): “Ma come, un attimo fa ne aveva!”

AV (imbarazzato): “Eh sì, ma solo se fa un contratto…”

Che dire… ho comprato l’iPhone da un’altra parte… la Apple è a conoscenza della politica di Mediaworld sui suoi prodotti?

apple-osx-leopardGiovedì 27 ho ricevuto con piacere una email di Apple che mi informava che la mia copia di Snow Leopard era appena stata spedita e mi sarebbe stata consegnata il giorno successivo. Ne sono stato ben felice, visto che avevo il dubbio di avere fatto male ad ordinarlo online invece che andarlo a prendere in negozio!

Invece, alle 10 del mattino del 28 agosto, Snow Leopard era nel lettore DVD del mio iMac. Che dire? Snow Leopard si installa sovrascrivendosi al sistema operativo precedente e al riavvio tutte le applicazioni e i documenti sono dove li avevo lasciati. Facilità estrema!

Dopo l’installazione mi sono ritrovato con oltre 18 giga di spazio libero in più sull’hard disk, un SO estremamente reattivo, piacevole e preciso e l’integrazione di Exposé nel Dock: il massimo! E la registrazione di video dal desktop integrata nel nuovo Quick Time è davvero eccezionale.

Peccato che non abbia a disposizione un hardware adatto a sfruttare al massimo questo nuovo gioiellino di Cupertino, tuttavia è ormai un anno che sono un affezionatissimo utente Apple e sono sempre più soddisfatto!

Qualche dato per farsi un’idea di come abbiano lavorato bene gli sviluppatori Apple:

  • Tempo di spegnimento del Mac: Leopard 8.7 secondi, Snow Leopard 6.2 sec
  • Mac in stop: Leopard 3.3 sec, Snow Leopard 1.7 sec
  • Apertura di Safari: Leopard 4.26 sec, Snow Leopard 1.14 sec (!)
  • Spazio libero su HD: Leopard 117.33 Mb, Snow Leopard 135.65 Mb

Farò test più approfonditi in futuro, per ora… brava Apple! :D

Dopo l’arrivo al porto di Miami sabato mattina e l’arrivederci alla Carnival Cruises (perché speriamo tanto che di questo si tratti!) siamo tornati al Claridge al 3500 di Collins Avenue che già ci aveva ospitati prima della crociera.

Che dire… è stata una settimana di paesaggi incantevoli, buon cibo e tanto relax. Proprio quello che stavamo cercando! Il mare dei Caraibi sappiamo già che sarà indimenticabile e siamo persino un po’ preoccupati: non sarà facile trovare spiagge all’altezza d’ora in poi! Half Moon Cay entra di diritto nella nostra hit parade!

A Miami abbiamo trascorso il sabato a organizzarci, mentre domenica e lunedì sono stati giorni di godibilissimo e convienentissimo shopping! E’ molto difficile resistere ai prezzi che si praticano qui: se già in partenza sono più bassi che in Europa, soprattutto nel campo dell’abbigliamento, bisogna considerare il cambio superiore a 1.40! E quindi… si compra, si compra e poi si compra ancora!

Si è resa necessaria una nuova valigia per fare spazio alla collezione di pantaloni, maglie, cinture, scarpe e regali… siamo proprio contenti e soddisfatti! Domani alle 15:40 si decolla direzione Francoforte.

Pur rischiando di essere banali… è stato proprio BELLO! :-)

Ultima sera al Paquito’s di Aventura e cena messicana per festeggiare i 26 anni della sposa! Tanti auguri Babi! Ci autoauguriamo anche un buon viaggio e vi diamo appuntamento ai prossimi post dalla cara, amata Italia!

Oggi siamo approdati a Grand Turk in tarda mattinata, e con nostra grande sorpresa la nave ha attraccato… dove non c’è alcun porto! E’ impressionante vedere un bestione di queste dimensioni avvicinarsi così tanto alla spiaggia. Evidentemente il mare diviene immediatamente profondo, così tanto da consentire alla nostra Liberty di galleggiare.
Siamo scesi e la spiaggia era quindi a pochi passi: forse non la migliore in cui siamo stati, ma sempre ottima! Palme al posto di ombrelloni, lettini per leggere e rilassarsi e acqua cristallina.

Per non farci mancare niente abbiamo anche approfittato della piscina di acqua dolce a gentile disposizione degli ospiti, con tanto di bar direttamente sull’acqua!
E’ stata una giornata di riposo e di mare, dopo le camminate di Porto Rico. Tra mezz’ora salpiamo e navigheremo per quasi 40 ore senza più scendere a terra, fino ad attraccare a Miami sabato mattina.
Lì proseguiremo in auto il nostro viaggio per altri tre giorni, prima del volo per Francoforte e del ritorno a casa.

Questa mattina ci siamo svegliati presto, attorno alle 6, prima che la nave attraccasse a San Juan, la capitale di Porto Rico. Abbiamo fatto colazione guardando i gabbiani che giocavano con le correnti e poi siamo scesi a terra. Alle 7:30 eravamo già a spasso per la città!
Il primo approccio non è stato eccezionale, ma non avevo considerato che il porto non è quasi mai il fiore all’occhiello! Abbiamo intrapreso quindi una lunga camminata verso le mura di circa 500 anni fa che si innalzano fin quasi sul mare… e San Juan ha cominciato a piacerci!
Una osservazione tecnologica: l’ente del turismo del posto offre una connessione WiFi gratis a chiunque attraversi il borgo, neanche fossimo in centro a Los Angeles. Mi sono un po’ vergognato di essere italiano.

Passata mezz’ora, eravamo entrambi innamorati di questo posto magnifico! L’isola è piccola, in un paio d’ore si percorre tutta la costa, ma ci si ferma ogni due minuti ad ammirarne gli scorci, che sono davvero straordinari! Siamo entrati nelle mura da una antica porta spagnola presso cui gli isolani accoglievano i naviganti (questa è la prima isola importante che incontravano gli europei quando navigavano verso i Caraibi) e abbiamo iniziato a fotografare a raffica praticamente tutto!
Alle 9 del mattino avevamo deciso che San Juan è splendida. Quando fa piacere cambiare idea!
Ci siamo spinti fino al Castillo San Felipe del Morro, una straordinaria struttura usata per difendere con successo uno dei punti più strategici dell’Oceano Atlantico. Gli spagnoli, dopo essere sbarcati, costruirono prima una torre di vedetta e successivamente poderose mura e a difesa della struttura originale, che consta adesso di ben 6 livelli collegati da strategiche scale circolari e triangolari oltre che da imponenti scalinate.


Nelle mura più esterne posizionavano cannoni e fucili rendendo la fortezza inespugnabile! Poco tempo dopo, realizzarono una enorme spianata che costringeva i nemici a presentarsi inermi sotto il fuoco dei cannoni: praticamente senza scampo!
Il forte del Morro resistette così a vari attacchi nel corso dei secoli e visitarlo, immaginando come dovesse essere viverci dentro, è stato davvero straordinario.

Lasciato il forte siamo tornati verso l’attracco della nave attraversando il centro cittadino, che brulica di negozi, traffico e coloratissimi edifici! Pur non essendo una zona tax-free, i prezzi dell’abbigliamento di marca sono davvero contenutissimi rispetto ai salassi europei. Abbiamo quindi fatto scorta di T-shirt e pantaloni appesantendo ancora di più i nostri già importanti bagagli! Ma ne valeva assolutamente la pena…

A pranzo siamo tornati sulla Carnival, stanchi e affamatissimi. Oggi la nave salpa presto, attorno alle 15:30, e ci porterà domani mattina sulle spiagge di Grand Turk. L’ultima tappa di terra della crociera!

Giornata dedicata a visitare St. Thomas, una delle US Virgin Island (che non sono 115, chi ha orecchie per intendere… :p) che abbiamo raggiunto dopo 36 ore di navigazione su un mare agitato che ha scosso la nave senza sosta.
L’isola è, in sostanza, una città galleggiante nel bel mezzo dei Caraibi, ha persino un palazzo di giustizia, c’è l’ufficio postale, una teleferica, un porto in grado di ospitare la Carnival e centinaia di negozi duty-free che vendono prevalentemente gioielli e orologi.
Peccato per l’insistenza dei venditori: appena varchi la soglia, ti si appiccicano e ti seguono per tutto il negozio togliendoti il piacere di vagare tra i banchi alla ricerca dell’occasione del secolo!
Per questo, pur avendone visitati decine, siamo usciti praticamente a mani vuote.

Abbiamo anche avuto il piacere di passare un paio d’ore a Magel’s Bay, definita “una delle 10 spiagge più belle del mondo”, che forse non merita un titolo così altisonante ma di certo si fa rispettare per la purezza dell’acqua e la spiaggia circondata da palme e barchette di legno abbandonate.
Quando sbarchiamo a terra i quasi 4mila ospiti della nave si disperdono tra escursioni, mare, attività sulla nave e così si riesce comunque ad avere un po’ di privacy e a godersi il mare caraibico che è davvero senza pari.

Va un po’ meglio con la sopportazione del caldo, almeno adesso riusciamo a passeggiare anche nel primo pomeriggio senza crollare fiaccati dal sole dopo pochi minuti. Sempre a proposito di meteo, sia la tempesta tropicale Ana sia l’uragano Bill si sono gentilmente tolti di mezzo e sono andati a sfogarsi l’una a sud al largo di Porto Rico e l’altro nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico, coi sui venti a 240 chilometri l’ora. Questo pone fine al mio desiderio irrazionale di vedere almeno da lontano una tempesta tropicale. Pazienza.

Quindi possiamo, a partire da stasera, riprendere la navigazione lungo l’itinerario originale. Domani tocca appunto a Porto Rico, la penultima tappa di terra del viaggio, che raggiungeremo dopo una notte di show a bordo della nave e di sogni cullati dalle onde.

Due mattine fa ci siamo svegliati dopo che la nave aveva posato l’ancora nei pressi di Half Moon Cay, una deliziosa isola privata di cui solo una piccola percentuale è accessibile ai turisti.
Il mare, che a Miami è piuttosto sporco, qui ha assunto un colore meraviglioso, e l’acqua è cristallina. Dopo la dovuta colazione abbiamo preso uno dei battelli che portano a terra. Half Moon Cay, infatti, non ha un porto, tanto meno uno in grado di ospitare una nave di questa stazza. Ha solamente un piccolo molo capace di accettare poche centinaia di visitatori per volta.

Sbarcare è stato come svegliarsi in una specie di paradiso! La spiaggia è una lunga mezzaluna di sabbia bianca e finissima, il mare è… be’, lasciamo parlare le foto!

Abbiamo passato la mattina ad ammirare il panorama, poi siamo tornati con i pensieri nel mondo reale: quelli della Carnival hanno organizzato persino qui un enorme banchetto con carne, salsicce, dolci, frutta tropicale, insalate e un sacco di altra roba! Sembrava di essere a bordo…

Nelle prime ore del pomeriggio abbiamo ripreso il battello per tornare sulla Liberty, e in cabina c’era un avviso del comandante: la tempesta tropicale Ana potrebbe incrociare i Caraibi orientali a partire da domani. Potremmo essere costretti a cambiare itinerario!
Ma per ora è solo un’ipotesi.
Alle 5 la nave è salpata e dopo due notti e un giorno di navigazione siamo a St. Thomas, una delle US Virgin Islands.

E’ stata una traversata molto lunga, ma a bordo c’è sempre qualcosa da fare! Se si ha voglia, si può festeggiare praticamente di continuo, per non parlare del mangiare. Cosa vi va oggi? Sushi? Messicano? Pizza? Pasta? Verdure? Fish and Chips? Basta scegliere!

Si sbarca per visitare St. Thomas che è, oltretutto, patria dello shopping duty-free!