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Basta con il caldo e l’afa, basta con la routine quotidiana, e soprattutto basta con le colleghe rompibiiiip!

Partiamo per il mare, per 5 giorni di meritato riposo!Il resort sembra magnifico, con le sue piscine e i suoi campi da tennis, centro termale e ristoranti…

E poi, il mare della Sardegna, non mi ha mai deluso…

Un’altra avventura,  questa volta all’insegna del relax per noi due…

Ragazzi che emozione.

E’ la mia cantante preferita ed è un sogno sentire la sua voce dal vivo.
Ha veramente colpito nel segno: aggressiva quanto basta e dolcissima quando serve…

E’ davvero lei: la voce che mi accompagna dall’adolescenza. Quasi non ci credo, e allora canto a squarciagola, tutte le parole che ormai conosco a memoria…Un grande concerto! Grazie F. per questo ennesimo bellissimo regalo…

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Aggiungo 2 righe a questo post… che bella Alanis. Lo so che è banale, però è anche vero… assistita benissimo dalla band (ragazzi che bassista!), una ragazza con una voce così e delle canzoni così belle non ha molto da aggiungere.

Le basta salire sul palco e cantare.

Da rifare altre 1000 volte.


Grazie Alanis!

Questa è la storia di un micino, nato per caso in un cortile…

Un bel giorno decide di giocare come facevano i suoi fratelli più grandi con il guardiano del cortile, un grosso cane lupo, giocherellone e un po’ stupido.

Il cane non si rende conto che il micino è troppo piccolo e comincia a prenderlo e lanciarlo in alto, e non capisce che il micino non urla di gioia, ma di paura.

Allora il micino rimane immobile, rigido rigido: si è pentito di non essere rimasto vicino alla sua mamma.

E il cane finalmente smette, è distratto da qualcosa: è F. che scavalca la rete del cortile e corre verso di lui.

Il cane va via e il micino si sente sollevato da mani esperte. Viene poi preso in braccio da B. che lo porta via di lì, dentro casa, dove viene lavato e asciugato. Gli viene dato un po’ di cibo e del latte caldo che gli fa tornare le forze.

E’ ancora spaventato e zoppica un po’ perchè gli fa male una zampa, ha la coda ferita, ma è molto curioso, sveglio ed ha un sacco di voglia di giocare…
La super veterinaria ha decretato che il micino è proprio un micino e non una micina… Gli ha prescritto gli antibiotici, il disinfettante per la coda e una cura di vitamine.

Ora F. e B. lo coccolano e lo tengono d’occhio, mentre Rodrigo e Cleo, i due veri padroni di casa lo annusano e provano a fare amicizia con lui.

Ma Rodrigo e Cleo hanno un grossissimo problema… non sanno come chiamarlo…

Che ne dite di aiutarli?

Dai, vi rendo la cosa più semplice: votate il nome che più vi piace fra questi qui sotto! Oppure lasciate un commento con un’altra proposta.

Create polls and vote for free. dPolls.com

Grazie alle vostre risposte il micino avrà un nome e potrà finalmente smettere di essere un gatto randagio qualsiasi e diventare un perfetto gatto domestico!

Ieri è terminato l’evento interamente dedicato al cioccolato di Torino, evento che non potevo assolutamente perdermi, golosa come sono!!

Ne sono uscita con barattoli di crema di Gianduja (al peperoncino e al caffè) e un sacchetto di tartufi incredibilmente buoni.

Ho comprato tutto quello che ho assaggiato… però, come avrà notato chiunque abbia partecipato alla fiera, gli assaggini erano davvero pochi.

Commercianti di cioccolato!
Non siate tirchi l’anno prossimo!
La generosità viene sempre ripagata. Soprattutto da me.

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Fin dai primi del ’900 è stato testato il livello di paura degli animali durante le eclissi solari, ma non ho trovato articoli sul web che riguardano gli effetti provocati dalle eclissi di luna.

Questa notte abbiamo assistito alla prima eclissi lunare del 2008. E’ iniziata stanotte all’01.35. Alle 04.00 è iniziata la fase di oscurazione totale.

Per tutta la durata dell’evento Cleo e Rodrigo, i nostri mici domestici, sembravano come impazziti… hanno corso e miagolato e saltato in giro per casa. Non ci hanno fatto chiudere occhio…

Ora io mi chiedo: siccome i gatti sono animali istintivamente notturni, è possibile che quella paura riscontrata negli altri animali domestici durante le eclissi solari si riproponga per loro durante le eclissi lunari?

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Riporto un articolo segnalato da un amico…

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.

Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.

Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.

Dice ad esempio il primo:”Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”.

A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.

Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro.
E che fara’ di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?

Insisterete ancora voi. Che fara’?
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all’anno.
Sapete con chi?
Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito.
Ma è sempre lui, penserete!
Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.

Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine.

Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato?
L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!

Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur.

Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS

Roba da far venire il prurito alle mani…

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E’ nata Sara, un nuovo germoglio di vita,
che con il buon terreno della sua famiglia avrà forti radici,
sarà riparata e protetta perchè possa crescere forte,
sarà innaffiata e coltivata con amore,
per dare poi generosi frutti,
la creatività, la bellezza, l’amicizia, la giustizia, l’amore…
Benvenuta piccolina, ti vogliamo bene!
Gli zii, F & B.

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Wikipedia.org lo definisce così:
“Il mobbing è, nell’accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, emarginazione, umiliazioni, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, lesivi della dignità personale e professionale e della salute psicofisica dello stesso.”

Un atto meschino, un comportamento sleale e svilente, purtroppo sempre più presente nella realtà quotidiana.

E non parlo soltanto di colleghe o colleghi invidiosi, con la paura di essere prevaricati, ignoranti o semplicemente crudeli al punto da far passare la voglia a chi è stato scelto come vittima di recarsi sul posto di lavoro. (Chi si sente offeso da questa affermazione, dovrebbe farsi un esame di coscienza :-) )

E neppure di quei superiori spocchiosi e senza il minimo senso pratico che si sentono autorizzati a maltrattare i propri sottoposti senza garantire loro formazione, protezione e neppure i mezzi per poter lavorare. (Mia madre testimone)

Di questo si è già parlato ampiamente. Ci sono libri e film che ne descrivono le sottili ma dannosissime conseguenze…

Parlo anche e soprattutto di quel mobbing autorizzato, dallo Stato e dai lavoratori stessi, che vede come protagonisti i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e che dopo anni di faticoso studio si trovano a dover elemosinare un posto di lavoro precario.

Conosco ragazzi brillanti, capaci e responsabili, che devono piegarsi e accettare stage di 6 mesi in 6 mesi, lavorando sempre più di 8 ore per un ridicolo “rimborso spese”.

Costretti a lavorare oltre l’orario stabilito… ovviamente lo straordinario non è pagato… nella speranza che la propria dedizione al lavoro susciti nei propri datori di lavoro un minimo di rispetto che li spinga ad assumerli.
Per meno di 1000 euro al mese devono “fare gavetta” perchè è quello l’iter, bisogna “farsi le ossa”… E poi vanno devono accollarsi le trasferte più noiose, i clienti più difficili, i lavori meno gratificanti.

E non dicono un parola perchè “non possono”. E sembra proprio così, perchè non accettando le pessime condizioni proposte, si verrebbe rimpiazzati a tempo di record da qualcun altro che accetterebbe persino di peggio.

Ragazzi, bisogna reagire! Se nessuno si piega alle condizioni di questi imprenditori sfruttatori che si fanno i milioni sulle spalle dei precari, si vedranno costretti a migliorare la qualità di ciò che offrono. Ciò significa più dignità per tutti!
La nostra generazione merita più rispetto, e se non ce lo danno, prendiamocelo! Trattiamoci come vorremmo essere trattati. Come sempre, l’unione fa la forza…

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Cosa avete fatto a Capodanno?

Alzi la mano chi si è divertito, si è ubriacato, ha fatto il trenino con i compagni di festeggiamento, ha guardato i fuochi d’artificio, ha sentito il countdown di RaiUno oppure ha suggellato la propria soddisfazione per il sostanzioso cenone con un sonoro rutto ristoratore! Tutti, eh?

Bene, e chi di voi ha pensato anche solo di sfuggita all’ormai vecchio 2007? E non parlo della situazione mondiale o economica o politica. Parlo di come l’abbiamo vissuto dentro di noi, “nel nostro piccolo”.
Io l’ho fatto. Ed è stato un bel pensiero.
E’ stato un anno ricco e bellissimo sotto tutti i punti di vista.
Uno dei migliori, credo, della mia vita.
Ho cominciato l’anno in una delle città più belle del mondo, circondata da persone a cui voglio bene.
E come una benedizione, il capodanno è durato tutto l’anno: ho viaggiato in posti da sogno e ho migliorato le relazioni con famigliari, amici e fidanzati… ops, fidanzato :-)

Mi sento di dire con certezza di aver (quasi) raggiunto la piena e completa felicità!
E devo ringraziare voi! Sì, proprio voi che state leggendo, perchè senza amici, senza supporto, non sarebbe stato così bello.

PS: siete tutti invitati per un caffè nella nuova casina di F & B. Sono aperte le prenotazioni!

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Ieri ho assistito alla vittoria schiacciante della Juventus sul Palermo, che torna a casa a mani vuote, distrutta da 5 gol.

Però non voglio parlare della nostra superiorità in campo, anche se varrebbe la pena di soffermarsi sulla spettacolarità dei gol, sulla correttezza dei giocatori e sulla bellissima punizione di Alex che ha zittito tutti, dimostrando la classe di un vero campione che accetta la panchina ma non per questo smette di essere un fenomeno.

Voglio parlare di una tribuna quanto mai attiva, che mi sono goduta dalla seconda fila del primo anello nel settore Ovest di uno Stadio Olimpico più bello che mai sotto la luna piena.

Certo, non fosse stato per la comitiva di Cechi che sono accorsi per acclamare il loro idolo Pavel, forse non sarebbe stato così divertente… Questi coloratissimi e casinisti turisti hanno sollevato la tribuna che intonava cori e incentivava la squadra mentre la curva non faceva altro che gridare “Gabriele è uno di noi”…

E qui si cade sulla polemica. Chi mi spiega il perchè di tanto accanimento? Perchè tutta la curva sud e metà della curva nord era completamente vuota, tranne che per striscioni nostalgici sul giovane ucciso in un Autogrill?

A me è sembrato un pretesto, uno dei tanti, per rendere il calcio non uno sport, ma uno stupido spettacolo da talkshow in cui tutti si immolano per una causa che non fa vincere nessuno…

Ok, è morto un ragazzo e questo mi da un infinito dispiacere, ma ogni giorno muoiono centinaia di persone, per malattia, incidente, omicidio, suicidio o morte naturale. Se queste persone sono italiane, per il 95% di loro si tratta sicuramente di tifosi di calcio, per l’una o l’altra squadra. Dobbiamo assentarci dagli stadi per commemorare ognuno di loro?!?

Veramente esagerato, no?

E come me la pensavano tutti i miei compagni di settore, che verso la fine non ne potevano più di sgolarsi per sopperire all’assenza delle curve e fischiavano in direzione dei pochi in curva nord che invece di divertirsi continuavano con la litania di “Gabriele è uno di noi”.

Andare allo stadio dev’essere divertente, oltre che liberatorio. E io mi sono divertita un sacco ad esultare, saltare, urlare e cantare. Ed è divertente vedere gli altri tifosi attorno, tutti differenti, ma con una cosa in comune, la fede per la Juve.

A fianco a me un signore elegantissimo “from Calabria with love”, dispensava entusiastici consigli ai giocatori, con fare da vero allenatore professionista, mentre moglie e suocera chiamavano parenti e amici per sapere se le avevano viste in televisione “Siamo proprio alla destra di Buffon!”, in realtà meno interessate alla partita di quanto lo fossero di apparire in televisione… Dietro di me un gruppetto di Napoletani gioivano in dialetto per i gol e pativano ad ogni ammonizione per un arbitro “cornuto” come tutti gli arbitri del mondo… E poi signore in pelliccia e tacchi alti, accompagnate da signorotti perfettamente abbigliati allo stile dei businessman, traditi soltanto dalla sciarpa bianconera al collo… Bambini esagitati che saltano su e giù dai gradini degli spalti… Coppiette innamorate che si sono perse il match per baciarsi appassionatamente… Ma il vero spettacolo erano i Cechi che a suon di danze e grida hanno intrattenuto la tribuna e rallegrato chiunque li guardasse.

Chissà cos’avranno pensato di quella curva silenziosa, forse che erano tifosi del Palermo?

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