Arriviamo a Miami dopo quasi un giorno intero di viaggio e pochissime ore di sonno. Il controllo passaporti è lento e laborioso, la coda avanza a rilento. Quando finalmente gli Stati Uniti di America ci fanno la grazia di accettarci come turisti, ritiriamo i bagagli e noleggiamo una Chrysler convertible che sarà la nostra compagna di viaggio per i primi nove giorni.

In auto il Tom Tom ci tradisce: reset continui neanche fosse Windows. Dobbiamo così affidarci ad una approssimativa cartina ritirata all’autonoleggio, che ci porta fuori rotta invece che condurci all’hotel. Dopo un’ora di viaggio verso nord, stravolti dal sonno, affamati e stanchi, torniamo sui nostri passi affidandoci al caro, vecchio senso dell’orientamento.

In hotel abbiamo giusto il tempo per una doccia: le energie di riserva le dedichiamo alla cena. Un filet mignon di tutto rispetto direttamente sulla Ocean Drive. Conto salato ma palato soddisfattissimo!

Niente più forze: si rientra in hotel e si dorme 10 ore di filato.