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Archive for August, 2008

Siamo arrivati ad Astoria, Oregon. Dopo la visita mattutina e il pranzo a Seattle (Pioneer Square, Space Needle, passeggiata involontaria un enorme rave party e caffé allo Starbucks di Capitol Hill), facciamo i primi

300 km verso sud e lasciamo lo stato di Washington per il verdeggiane e un po’ inquietante Oregon. La visita ad Astoria però è subito rimandata: arriviamo in serata, fa freddo e tira un vento gelido che ci consiglia di restarcene al riparo.

Così, neanche a farlo apposta, ci tocca cenare nel primo family restaurant sulla strada che ci rimpinza come tacchini nel giorno di Natale.

Ci ritroviamo quindi tutti e quattro alle 10 di sera in una stanza di motel a scrivere queste poche righe. Domani andremo a caccia delle location del mitico film “The Goonies” di Spielberg, girato più di 20 anni fa proprio in questa città. Proseguiremo poi in mattinata vin direzione Cannon Beach per poi dirigerci a Portland, da cui partirà il lungo viaggio verso est.

A 16 ore dalla nostra partenza da Torino siamo ancora all’aeroporto di Newark,  New York. Aspettiamo il volo per Seattle che ci porterà alla partenza del nostro viaggio negli USA occidentali. Al volo mancano 2 ore, poi altre 5 per raggiungere lo stato di Washington.

Quando arriveremo là, in Italia saranno le 7 del mattino: 26 ore dopo la nostra partenza.

Oltre un giorno intero da viandanti perduti per il mondo. L’unica consolazione che ho in questo momento risiede nella vetrata che ho davanti mentre scrivo da un tavolino del Terminal C: vedo la Skyline di Manhattan e tutto quello che significa. La sto guardando proprio ora.

Mi dispiace essere così vicino a New York e non poterci fare almeno un giro. Ma abbiamo scelto l’Ovest ed è a Ovest che andremo. Tra poco.

Tra poco meno di 16 ore saremo in volo alla volta di Seattle. Inizia il mio terzo viaggio negli Stati Uniti d’America, il secondo con B., tutto è pronto e quest’anno ho un obiettivo ambizioso: vivere più consapevolmente i 15 giorni di viaggio, cercando di gustare e assorbire le sfumature più nascoste di quel posto che amo profondamente chiamato comunemente America.

B. ha creato un itineriario stupendamente curato in cui descrive i luoghi principali che visiteremo. Potete scaricarlo cliccando qui.

Abbiamo le fotocamere in valigia, un libro nuovo da leggere (per l’interminabile volo ho scelto “Il diavolo della cattedrale” di Schätzing Frank) e la compagnia di E. e M. (qui trovate il loro non aggiornatissimo blog… vedremo di migliorare!), un po’ di dispiacere nell’abbandonare i nostri tre gatti stupendi ma anche tanta voglia di partire, di esplorare, visitare, guidare, fare casino e tornare infine a casa con tanti altri ricordi da aggiungere ai nostri album già straordinari.

Naturalmente, su questo blog la diretta di tutto il viaggio! A presto!

Anno 1984. Ho 5 anni e mio padre mi accompagna da qualche parte a Torino. Mi fa un regalo che segnerà la mia vita per sempre: uno Sinclair Spectrum 64k. E’ il mio primo computer.
La generazione del Vic20 e del Commodore mi snobba, perché non sono come loro: io vado avanti per 3 o 4 anni con i Sinclair, fino ad arrivare al mitico 128k con lettore di cassette. Imparo il Basic e colleziono oltre 50 nastri (probabilmente giacciono in qualche scatolone in cantina) contenenti 4 o 5 giochi ciascuno (l’unico che mi ricordi decentemente si chiamava “Il pollaio”, un platform elementare e irresistibile!)

Negli anni arriva il primo “286″ con MS-DOS, poi Windows 95 e i superveloci 486, poi nasce la generazione Pentium.
Sono passati 25 anni e fino a ieri ho scritto, studiato, creato, guadagnato, imparato, chattato, bloggato, inviato e ricevuto email sempre sui Personal Computers.

L’ultimo arrivato è del settembre scorso, ha un AMD dual core che va benissimo, 2 giga di RAM, una scheda video niente male e Windows XP originale. Si è sparato ininterrottamente almeno 12 ore al giorno di utilizzo, e non ha mai crashato. Perfetto.

Ma, si sa, si vuole sempre di più… o quantomeno qualcosa di diverso. E allora, dopo qualche titubanza e un po’ di paura di lasciare il noto per l’ignoto, ieri ci siamo decisi e in casa è arrivato lui:

E’ il mio primo Mac. Non credo che l’avrei mai detto prima, ma lui si è insinuato prima nel mio hard disk (mitica la presentazione ufficiale della Apple) e poi nei miei pensieri (per terminare la corsa nel mio libretto degli assegni).

Ho cercato di resistergli, ma la sua semplicità, la grafica, le demo viste in giro mi hanno fatto capitolare.

L’ho portato a casa cercando di sospendere ogni giudizio: insomma, non sputo nel piatto dove ho mangiato per un quarto di secolo e dove certamente mangerò ancora in futuro.

Fuori dalla scatola, però, mi aveva già conquistato: pulito nelle linee, perfetto, un solo cavo (quello dell’alimentazione) ed è subito operativo. Accensione fulminea e vengo invitato a parlare un po’ di me: come mi chiamo, che password scelgo, se voglio creare o meno un account Apple. Gli dico di no e non si offende.

Prima sorpresa: al momento di terminare la registrazione dell’account, la webcam interna si accende, il mio faccione finisce sull’eccezionale monitor da 20” a specchio e mi scatto una foto che diventa la mia immagine personale. Posso persino ridimensionarla o zoomarla in tempo reale. Spettacolo!
Scelgo poi il furo orario, e via… inizia la mia avventura nel mondo Mac!

Dopo 24 ore ecco le prime impressioni: prima di tutto vorrei parlare della silenziosità. Oggi ho accesso il PC, depresso per il tradimento subito, e ho subito pensato: ma che casino! Il Mac non lo senti. Neppure un ronzio, niente. Sembra spento anche quando navighi, scrivi o lavori. Fantastico!

Poi mi ha impressionato la facilità di connessione: ha il Wi-Fi e il Bluetooth integrati, in un attimo ha trovato la mia rete ed ero subito connesso. Un paio d’ore per prendere confidenza coi nuovi comandi (mi manca un po’ il tasto destro, ma ho visto che si può configurare anche quello) e ho potuto subito apprezzare l’incredibile raccolta di software già installati. Un ottimo client di posta con configurazione automatica, calendario stupendo, Safari come browser non è niente male (anche se ho preferito ripiegare su Firefox 3, che è perfetto) un motore di ricerca dei file assolutamente da altro pianeta, gestione delle foto, degli MP3 e dei video di qualità superiore.

Niente da fare: avevano ragione i Macchisti su questo e su altri punti di vista! Ovviamente Thunderbird, Firefox, Photoshop e molti altri tool sono identici, se però dimentichiamo il fatto che Leopard mi lascia disponibile quasi interamente i 2 giga di RAM, contro i 600 mega che XP pretende solo per tenermi acceso il PC…

Col tempo esplorerò anche la fantastica Time Machine e Garage Band: il software per produrre musica preinstallato sul Mac! L’unica aggiunta che ho dovuto fare è stata la suite Neo Office, per altro ottima di primo acchito, ma subito surclassata dall’incredibile suite iWork (in prova per 30 giorni, ma per quello che costa è assolutamente da prendere).

In definitiva… il mio viaggio alla scoperta dell’iMac è appena iniziato, ma posso già dire che a distanza di meno di un giorno dal primo avvio faccio già tutto quello che facevo con XP… in pieno silenzio però, davanti ad un grafica superba che invoglia all’uso e su una scrivania libera da qualsiasi cavo…

Vediamo se tra qualche tempo sarò ancora così entusiasta… per ora col Mac va alla grande!

Aggiornamento in tempo reale:

  1. 10 agosto: Barbara installa iWorks e passa 5 ore al Mac a disegnare una brochure stupenda del nostro prossimo viaggio (a breve disponibile in download su questo blog!)
  2. 11 agosto: scopro che Leopard include Boot Camp: una applicazione che mi permette in 2 secondi di partizionare l’hard disk e installare Win Xp! Ho provato a fare il contrario (installare Leopard su PC) per due settimane senza successo…
  3. 11 agosto: scopro Parallels! Win Xp è disponibile in una finestra di Leopard, con controllo remoto del desktop… incredibile!
  4. 14 agosto: scopro XNJB e collego il mio Zen V al Mac in 2 secondi: col PC ci avevo impiegato mezza giornata e scaricato valanga di drivers. Manco a dirlo, funziona alla perfezione. Non riesco più a dormire se la sera non passo almeno mezz’ora davanti all’iMac.
  5. 14 agosto: uso per la prima volta Front Row, e resto imbambolato davanti al Mac come farei se vedessi un’astronave volarmi davanti agli occhi. Pazzesco.

Ora io dico: anni di sofferenza, attese spasmodiche, download illegali, tempo rubato al sonno e al lavoro per “vedere come va a finire”…

Vi siete persi qualcosa delle prime 3 serie di Lost? Non c’è problema! Buona visione! :-D




Avete Tim Tribù?

Brutte notizie in arrivo… chiamate il 119 e ascoltate con sgomento il messaggio che vi informa di quanto segue: “A partire dal 9 settembre 2008 il costo delle tue chiamate verso gli operatori nazionali sarà aumentato di 0.05 centesimi di euro al secondo, IVA inclusa

Ma che simpatici: ci aumentano una tariffa che è anche un CONTRATTO (e quindi le eventuali variazioni andrebbero concordate da ambo le parti) e, sapendolo, ci dicono anche che possiamo disdire il nostro rapporto con la TIM entro l’8 settembre senza penali :-)

Ma grazie della cortesia, Mamma TIM!

Poi notate la finezza: 0.05 centesimi di euro al secondo

Più nascosto non si può! Ve lo dico io che si fa prima: sono 3 centesimi di euro di aumento al minuto. Che vogliano rifarsi dei costi di ricarica che noi inflessibili utenti, sempre pronti a mettere alla corda queste povere compagnie telefoniche, abbiamo osato chiedere di eliminare?

Comunque sia… a me va ancora bene, perché ho TIM Tribù senza costi mensili. C’è chi paga per averla altri 5 euro al mese.

W l’Italia…