La sveglia tra le montagne di Mammoth Lakes è fresca e luminosa. La sera prima abbiamo cenato mangiando benissimo e siamo pronti per la giornata da dedicare al mitico Yosemite National Park. Questo enorme parco naturale, un tempo patria degli indiani d’America, è il paradiso degli arrampicatori e degli amanti delle camminate in montagna. L’Half Dome, il più grande blocco di granito esistente al mondo, si erge imperioso dominando la valle dello Yosemite. E’ raggiungibile solo in estate, tramite una faticosa camminata di 12 ore lunga quasi 30 km, e comprende gli ultimi 300 metri di dislivello tecnici e molto pericolosi.

Lo Yosemite è famoso anche per le sue enormi cascate, che purtroppo però d’estate sono quasi completamente asciutte. Le avevo viste in primavera nel 2004 e ricordo di esserne rimasto affascinato.

Noi ci accontentiamo di addentrarci fino al Visitor Center, posto proprio nel centro della valle. Un luogo del genere, per essere apprezzato al meglio, richiederebbe più tempo e la possibilità di addentrarsi lungo uno dei tanti sentieri che si inerpicano tra le maestose montagne.

Nel pomeriggio iniziamo a dirigerci nuovamente verso Sud: la piatta ed enorme città di Fresno sarà il campo base dei prossimi due giorni.

Prima di arrivarci, però, rimandiamo l’uscita dallo Yosemite per visitare il Mariposa Grove, patria di una delle prima sequoie giganti che incontreremo domani nel Sequoia National Park.

A Fresno pernottiamo in un Motel 6 che non è il massimo del comfort e della pulizia: tra ragni, letti scomodi e tanto caldo ci addormentiamo con ancora il ricordo della favolosa bistecca del mitico Tahoe Joe’s, la steak house che già lo scorso anno ci aveva fatto impazzire.