Ci svegliamo per la seconda volta a West Yellowstone (è strano ormai fermarsi oltre 24 ore in un posto) e abbiamo davanti una giornata intensa. In mattinana riprendiamo la strada fatta ieri e ripercorriamo parte dell’anello dello Yellowstone National Park, per visitare l’enorme geyser chiamato Old Faithfull. Questa meraviglia della natura, forse il più famoso geyser al mondo, deve il suo nome evocativo alla sua straordinaria affidabilità: basta attendere tra i 40 e i 126 minuti, infatti, e si assiste ad una spettacolare eruzione di acqua bollente e vapore.

A noi basta raggiungere l’arena che lo circonda, tutto un susseguirsi di tribune in legno e spettatori estasiati, attendere meno di mezz’ora ed ecco che l’eterno spettacolo si svolge davanti ai nostri occhi.

E’ incredibile pensare a come possa un fenomeno tanto complesso e naturale avere una tale regolarità. Ed è così da milioni di anni! Questa è l’ultima, straordinaria meraviglia che ci regala il parco, perché per noi è tempo di iniziare il lungo viaggio verso Sud. Las Vegas è la nostra meta più a meridione, e la raggiungeremo sabato sera. Per farlo, cominciamo con l’affrontare oltre 600 km a cavallo tra il Wyoming e lo Utah, tutti fatti di montagne e laghi, salite e discese, migliaia di curve in successione.

Il paesaggio è straordinario, le vette innevate incorniciano enormi valli fiorite dove gli animali pascolano liberi, mentre lo Snake River sembra non volerci abbandonare mai.

Esausti, arriviamo alle 9 di sera a Salt Lake City, città che ci sembra subito enorme e dinamica, ma siamo troppo stanchi per visitarla e ci rifugiamo nel nostro motel per dormire in attesa del secondo, lungo troncone di strada da affrontare domani.

Cara Strip di Vegas, stiamo arrivando!