USA Tour 2008 – Day 12
I 300 km e oltre dell’anello di asfalto che percorreremo per visitare il Sequoia National Park impegneranno tutta la giornata odierna.
Dopo l’immancabile colazione da Starbucks la nostra Buick, con già gli oltre 5mila km da noi percorsi sul groppone, sfreccia sicura verso est. I saliscendi e le infinite curve in successione della Sierra Nevada non si fanno attendere: dopo mezz’ora iniziano le salite e i tornanti che ci accompagneranno per tutto il giorno, con buona pace del nostro stomaco.
Nella Giant Forest ci sono i più vecchi e grandi esseri viventi esistenti sul pianeta: alcuni alberi hanno oltre 4mila anni. Ci sono sequoie giganti che arrivano a sfiorare i 300 piedi: sono quasi 100 metri di altezza! Si tratta di alberi imponenti, assolutamente inimmaginabili se non li si vede di persona, e neppure le fotografie o i video sono in grado di mostrarne degnamente le dimensioni.
Le loro basi hanno circonferenze di decine di metri e i primi rami iniziano così in alto da affaticare i muscoli del collo per poterli scorgere.
A dispetto di un’immagine che emana forza e un senso di eternità, le sequoie giganti sono in realtà creature delicate e per certi versi fragili: la loro corteccia è morbida e setosa, non riescono a crescere in molte altre parti del mondo, e anche quando il luogo è ideale non possono mancare particolari condizioni di umidità, temperatura e caratteristiche del pendio che le ospita. Nei primi anni della loro lunga vita possono morire calpestate da uomini o animali, oppure bruciare in uno dei tanti incendi che invece, col tempo, diventeranno loro alleati.
E’ incredibile pensare che alberi millenari ed enormi possano morire per un motivo tanto banale: prima o poi, infatti, il loro continuo crescere le porta inevitabilmente a sbilanciarsi. Le radici non si inoltrano che per un paio di metri nel terreno, e questa è la loro condanna: se lo sbilanciamento degli enormi pesi (fino a 2mila tonnellate) è accompagnato da forti nevicate, dal vento o da un terreno particolarmente morbido, la sequoia gigante cade con uno schianto immenso e muore.
Dopo la visita al maestoso General Sherman, il più grande (per volume) albero del mondo, vecchio di 2200 anni e in grado di accrescere ogni anno il suo volume di una quantità pari a quella di un albero di medie dimensioni, ci regaliamo infatti alcuni scatti memorabili presso sequoie ormai cadute: durante il loro crollo il terreno che era alla base si è sollevato, le radici sono emerse senza rompersi e ora svettano a quasi 10 metri dal terreno.
Lasciamo il Sequoia National Park tenendoci però ben stretto lo stupore per lo spettacolo visto, ci sorbiamo 150 km di curve e controcurve, saliscendi, boschi e valli bruciate dal sole per tornare a Fresno e al suo motel di basso profilo.
Il Tahoe Joe’s ci accoglie a braccia aperte per la seconda sera consecutiva, la cena è superlativa come sempre, la dormita un po’ meno. Ma poco importa: appena 300 km ci separano dalla stupenda San Francisco e dai nostri ultimi 3 giorni negli Stati Uniti d’America.











Ci avete scritto…