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Archive for May, 2008

Il 21 marzo 2008 ho pubblicato questo post in cui affermavo la mia “folle” volontà di iniziare a prendere lezioni di pianoforte alla veneranda età di 28 anni e passa.

Ad essere onesti, mi piacciono le sfide. E’ troppo bello mettersi in testa un obiettivo, crearlo ambizioso, un po’ fuori dalla propria portata, e poi dirsi: “vediamo un po’ se ce la faccio!”

Be’, io il mio obiettivo “pianistico” ce l’ho, ma per ora non ve lo dico! :-p

Quello che vi dico è che sono stati due mesi divertenti e molto istruttivi: ho finalmente alcune basi di armonia, ho capito perché quando suonavo la chitarra c’erano passaggi in cui un “sol” o un “mi minore” potevano essere suonati indifferentemente, ho compreso come si forma una scala maggiore e minore, e ho iniziato ad esercitarmi sui canoni, quelle torture per il cervello e per le mani che ti costringono a pensare a due cose uguali in tempi diversi, e a suonarle con le mani alternate.

Insomma, un bel casino.

Durante lo studio dei canoni ho avuto la sensazione chiara che la mia mente fosse assetata di apprendimento, che volesse migliorare, capire, imparare: acquisire nuove abilità.

I primi pezzi a due mani sono state una vera soddisfazione! Due settimane più tardi ho suonato i canoni più difficili, mentre cercavo di migliorare le mie capacità di lettura dello spartito.

Poi, 8 giorni fa… è arrivato J. S. Bach. I suoi pezzi li conosco, almeno i più famosi, ma vederli scritti su uno sparito e soprattutto CAPIRE che cosa c’è scritto, è tutta un’altra cosa.

Per non parlare del suonarli… e così, con un pizzico di orgoglio, sono arrivato al suo celebre Preludio in DO maggiore. L’avrò ascoltato cento volte in vita mia, ma suonarlo… mai! E con calma, una battuta per volta, con pazienza e qualche ora di esercizio… eccolo qui!

E’ stato davvero bello riuscire a suonarlo tutto, e soprattutto ad ascoltarsi mentre lo si suona, ad avere il tempo di pensare: “Weh, lo sto suonando io!”

E mi perdono se i polsi si muovono troppo e l’articolazione delle dita è poca… su questi perfezionamenti lavorerò a partire da oggi!

Nel frattempo…

Questa è la storia di un micino, nato per caso in un cortile…

Un bel giorno decide di giocare come facevano i suoi fratelli più grandi con il guardiano del cortile, un grosso cane lupo, giocherellone e un po’ stupido.

Il cane non si rende conto che il micino è troppo piccolo e comincia a prenderlo e lanciarlo in alto, e non capisce che il micino non urla di gioia, ma di paura.

Allora il micino rimane immobile, rigido rigido: si è pentito di non essere rimasto vicino alla sua mamma.

E il cane finalmente smette, è distratto da qualcosa: è F. che scavalca la rete del cortile e corre verso di lui.

Il cane va via e il micino si sente sollevato da mani esperte. Viene poi preso in braccio da B. che lo porta via di lì, dentro casa, dove viene lavato e asciugato. Gli viene dato un po’ di cibo e del latte caldo che gli fa tornare le forze.

E’ ancora spaventato e zoppica un po’ perchè gli fa male una zampa, ha la coda ferita, ma è molto curioso, sveglio ed ha un sacco di voglia di giocare…
La super veterinaria ha decretato che il micino è proprio un micino e non una micina… Gli ha prescritto gli antibiotici, il disinfettante per la coda e una cura di vitamine.

Ora F. e B. lo coccolano e lo tengono d’occhio, mentre Rodrigo e Cleo, i due veri padroni di casa lo annusano e provano a fare amicizia con lui.

Ma Rodrigo e Cleo hanno un grossissimo problema… non sanno come chiamarlo…

Che ne dite di aiutarli?

Dai, vi rendo la cosa più semplice: votate il nome che più vi piace fra questi qui sotto! Oppure lasciate un commento con un’altra proposta.

Create polls and vote for free. dPolls.com

Grazie alle vostre risposte il micino avrà un nome e potrà finalmente smettere di essere un gatto randagio qualsiasi e diventare un perfetto gatto domestico!