Mi sono svegliato con una idea interessante in testa.
Ieri sera ho mangiato leggero, pesce al forno e insalata, quindi non possiamo imputare la visione che ho avuto alla digestione. Effettivamente ho bevuto un Jack dopo cena, ma – di solito – non mi fa male.
Deve quindi essere per forza una buona idea.
Ho pensato che tra qualche tempo potrebbero non esistere più i personal computer, almeno come li concepiamo oggi.
Personalmente, sto trasferendo tutti i servizi che uso di più online: la prima volta è toccato alla posta (Gmail), poi ai documenti (GoogleDocuments), e a breve mi abbonerò ad un servizio automatico di backup dei dati (su server, ovviamente).
Espandendo il ragionamento… potremmo forse avere un giorno il “nostro” PC… completamente online?
Mi spiego… a casa avremmo una macchina senza nulla di installato sopra, se non un semplicissimo sistema operativo che faccia un minimo setup all’avvio. La macchina sarà ovviamente collegata in rete in modo permanente.
Faremo il login sul nostro account… ed ecco che comparirà il nostro desktop! Con le nostre impostazioni, i documenti, i programmi installati.
E per installarne di nuovi? Be’, credo che l’open source subirà un’accelerazione, ma se così non fosse e dovessimo continuare a pagare per le applicazioni, nessun problema: si apre un elenco, si paga con la carta di credito, e in un attimo il nuovo software è installato.
Insomma, sto parlando di una sorta di GooglePC. Anzi, quasi quasi mi compro il dominio…
I vantaggi?
Computer piccoli, con poche risorse e molto economici a casa e in luoghi pubblici, aeroporti, poste, ristoranti, pub.
Possibilità di avere il “proprio” PC accessibile in qualsiasi parte del mondo, anche tramite telefonino.
Nessuna possibilità di perdere dati: sicuramente ci sarebbe un servizio di backup continuo, com’è ora per Gmail.
E se ti fregano il notebook in aeroporto? Niente paura: non ci troverebbero nulla di interessante caricato sopra e senza i tuoi dati per il login al PC remoto, il rischio sarebbe nullo.
Questo solo per citare i principali.
Vi sembra una idea assurda? E invece ci scommetterei sopra.
Non vorrei sembrarvi poco umile, ma sono o non sono l’inventore delle cornici elettroniche (1998), della posta su memoria flash (2001) e, perché non dirlo, di un rudimentale sistema di controllo della trazione per auto da corsa?
Che io sia maledetto per non avere mai voluto brevettare le idee…
Ci avete scritto…