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Archive for January, 2008

Riporto un articolo segnalato da un amico…

Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.

Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.

Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.

Dice ad esempio il primo:”Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”.

A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.

Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000euro.
E che fara’ di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?

Insisterete ancora voi. Che fara’?
Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40.000 euro all’anno.
Sapete con chi?
Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito.
Ma è sempre lui, penserete!
Che c’entra? Se è bravo! Non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche.

Ma andiamo avanti.
Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98.000 euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine.

Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di F1 di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato?
L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva!

Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur.

Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.
Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!

Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine.
Infatti Il Campanile ha speso 141.000euro per rappresentanza e 22.000euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per 2.000euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto?
Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.

La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale.
A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete?
Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

Mauro Montanari-Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS

Roba da far venire il prurito alle mani…

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E’ nata Sara, un nuovo germoglio di vita,
che con il buon terreno della sua famiglia avrà forti radici,
sarà riparata e protetta perchè possa crescere forte,
sarà innaffiata e coltivata con amore,
per dare poi generosi frutti,
la creatività, la bellezza, l’amicizia, la giustizia, l’amore…
Benvenuta piccolina, ti vogliamo bene!
Gli zii, F & B.

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Wikipedia.org lo definisce così:
“Il mobbing è, nell’accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, emarginazione, umiliazioni, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, lesivi della dignità personale e professionale e della salute psicofisica dello stesso.”

Un atto meschino, un comportamento sleale e svilente, purtroppo sempre più presente nella realtà quotidiana.

E non parlo soltanto di colleghe o colleghi invidiosi, con la paura di essere prevaricati, ignoranti o semplicemente crudeli al punto da far passare la voglia a chi è stato scelto come vittima di recarsi sul posto di lavoro. (Chi si sente offeso da questa affermazione, dovrebbe farsi un esame di coscienza :-) )

E neppure di quei superiori spocchiosi e senza il minimo senso pratico che si sentono autorizzati a maltrattare i propri sottoposti senza garantire loro formazione, protezione e neppure i mezzi per poter lavorare. (Mia madre testimone)

Di questo si è già parlato ampiamente. Ci sono libri e film che ne descrivono le sottili ma dannosissime conseguenze…

Parlo anche e soprattutto di quel mobbing autorizzato, dallo Stato e dai lavoratori stessi, che vede come protagonisti i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e che dopo anni di faticoso studio si trovano a dover elemosinare un posto di lavoro precario.

Conosco ragazzi brillanti, capaci e responsabili, che devono piegarsi e accettare stage di 6 mesi in 6 mesi, lavorando sempre più di 8 ore per un ridicolo “rimborso spese”.

Costretti a lavorare oltre l’orario stabilito… ovviamente lo straordinario non è pagato… nella speranza che la propria dedizione al lavoro susciti nei propri datori di lavoro un minimo di rispetto che li spinga ad assumerli.
Per meno di 1000 euro al mese devono “fare gavetta” perchè è quello l’iter, bisogna “farsi le ossa”… E poi vanno devono accollarsi le trasferte più noiose, i clienti più difficili, i lavori meno gratificanti.

E non dicono un parola perchè “non possono”. E sembra proprio così, perchè non accettando le pessime condizioni proposte, si verrebbe rimpiazzati a tempo di record da qualcun altro che accetterebbe persino di peggio.

Ragazzi, bisogna reagire! Se nessuno si piega alle condizioni di questi imprenditori sfruttatori che si fanno i milioni sulle spalle dei precari, si vedranno costretti a migliorare la qualità di ciò che offrono. Ciò significa più dignità per tutti!
La nostra generazione merita più rispetto, e se non ce lo danno, prendiamocelo! Trattiamoci come vorremmo essere trattati. Come sempre, l’unione fa la forza…

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Cosa avete fatto a Capodanno?

Alzi la mano chi si è divertito, si è ubriacato, ha fatto il trenino con i compagni di festeggiamento, ha guardato i fuochi d’artificio, ha sentito il countdown di RaiUno oppure ha suggellato la propria soddisfazione per il sostanzioso cenone con un sonoro rutto ristoratore! Tutti, eh?

Bene, e chi di voi ha pensato anche solo di sfuggita all’ormai vecchio 2007? E non parlo della situazione mondiale o economica o politica. Parlo di come l’abbiamo vissuto dentro di noi, “nel nostro piccolo”.
Io l’ho fatto. Ed è stato un bel pensiero.
E’ stato un anno ricco e bellissimo sotto tutti i punti di vista.
Uno dei migliori, credo, della mia vita.
Ho cominciato l’anno in una delle città più belle del mondo, circondata da persone a cui voglio bene.
E come una benedizione, il capodanno è durato tutto l’anno: ho viaggiato in posti da sogno e ho migliorato le relazioni con famigliari, amici e fidanzati… ops, fidanzato :-)

Mi sento di dire con certezza di aver (quasi) raggiunto la piena e completa felicità!
E devo ringraziare voi! Sì, proprio voi che state leggendo, perchè senza amici, senza supporto, non sarebbe stato così bello.

PS: siete tutti invitati per un caffè nella nuova casina di F & B. Sono aperte le prenotazioni!

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AUGURIAMO A TUTTI I NOSTRI CARI LETTORI

(2 o 3 in tutta la Rete :-p)

UN FELICISSIMO 2008

PIENO DI SUCCESSI, DIVERTIMENTO E FELICITA’!

 

Dopo i doverosi e sentiti auguri per l’anno nuovo, ho piacere di scrivere qualche riga sull’ultimo romanzo che ho concluso, “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

Premetto che non avevo mai letto alcun libro di un autore spagnolo, forse frenato dalla mia testaccia filoamericana, ma la prima volta che sono stato “avvicinato” da questo lavoro (credo fortemente che siano i libri a trovare noi e non viceversa) sono rimasto subito colpito dalla sua atmosfera: in copertina, una fotografia monocromatica di un uomo e un ragazzino in un viale.

Sono passati però diversi mesi prima che la mia pazientissima fidanzatina (per convivere con me ci va pazienza, bisogna dirlo) mi regalasse il libro di Zafón.

E’ stato amore a prima vista: un romanzo ironico, tragico, commovente a tratti e divertente, con una trama parallela tra il protagonista del libro e il libro stesso che esso trova per caso, e personaggi secondari spettacolari (l’ex barbone Fermin su tutti, che mi ha fatto ridere di gusto).

L’autore è bravissimo con le metafore, non c’è che dire: ne usa continuamente, e alcune mi sono rimaste impresse per l’originalità e – soprattutto – l’efficacia (più pallido delle chiappe di una suora vince il primo premio).

Un libro divenuto famoso grazie al passaparola tra i lettori, che consiglio (e che ho regalato a mia volta non per caso) per la bellezza con cui dipinge la Barcellona della metà del secolo scorso e la delicatezza con cui parla di amore, passione e scrittura.

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