Ieri ho assistito alla vittoria schiacciante della Juventus sul Palermo, che torna a casa a mani vuote, distrutta da 5 gol.

Però non voglio parlare della nostra superiorità in campo, anche se varrebbe la pena di soffermarsi sulla spettacolarità dei gol, sulla correttezza dei giocatori e sulla bellissima punizione di Alex che ha zittito tutti, dimostrando la classe di un vero campione che accetta la panchina ma non per questo smette di essere un fenomeno.

Voglio parlare di una tribuna quanto mai attiva, che mi sono goduta dalla seconda fila del primo anello nel settore Ovest di uno Stadio Olimpico più bello che mai sotto la luna piena.

Certo, non fosse stato per la comitiva di Cechi che sono accorsi per acclamare il loro idolo Pavel, forse non sarebbe stato così divertente… Questi coloratissimi e casinisti turisti hanno sollevato la tribuna che intonava cori e incentivava la squadra mentre la curva non faceva altro che gridare “Gabriele è uno di noi”…

E qui si cade sulla polemica. Chi mi spiega il perchè di tanto accanimento? Perchè tutta la curva sud e metà della curva nord era completamente vuota, tranne che per striscioni nostalgici sul giovane ucciso in un Autogrill?

A me è sembrato un pretesto, uno dei tanti, per rendere il calcio non uno sport, ma uno stupido spettacolo da talkshow in cui tutti si immolano per una causa che non fa vincere nessuno…

Ok, è morto un ragazzo e questo mi da un infinito dispiacere, ma ogni giorno muoiono centinaia di persone, per malattia, incidente, omicidio, suicidio o morte naturale. Se queste persone sono italiane, per il 95% di loro si tratta sicuramente di tifosi di calcio, per l’una o l’altra squadra. Dobbiamo assentarci dagli stadi per commemorare ognuno di loro?!?

Veramente esagerato, no?

E come me la pensavano tutti i miei compagni di settore, che verso la fine non ne potevano più di sgolarsi per sopperire all’assenza delle curve e fischiavano in direzione dei pochi in curva nord che invece di divertirsi continuavano con la litania di “Gabriele è uno di noi”.

Andare allo stadio dev’essere divertente, oltre che liberatorio. E io mi sono divertita un sacco ad esultare, saltare, urlare e cantare. Ed è divertente vedere gli altri tifosi attorno, tutti differenti, ma con una cosa in comune, la fede per la Juve.

A fianco a me un signore elegantissimo “from Calabria with love”, dispensava entusiastici consigli ai giocatori, con fare da vero allenatore professionista, mentre moglie e suocera chiamavano parenti e amici per sapere se le avevano viste in televisione “Siamo proprio alla destra di Buffon!”, in realtà meno interessate alla partita di quanto lo fossero di apparire in televisione… Dietro di me un gruppetto di Napoletani gioivano in dialetto per i gol e pativano ad ogni ammonizione per un arbitro “cornuto” come tutti gli arbitri del mondo… E poi signore in pelliccia e tacchi alti, accompagnate da signorotti perfettamente abbigliati allo stile dei businessman, traditi soltanto dalla sciarpa bianconera al collo… Bambini esagitati che saltano su e giù dai gradini degli spalti… Coppiette innamorate che si sono perse il match per baciarsi appassionatamente… Ma il vero spettacolo erano i Cechi che a suon di danze e grida hanno intrattenuto la tribuna e rallegrato chiunque li guardasse.

Chissà cos’avranno pensato di quella curva silenziosa, forse che erano tifosi del Palermo?