Il capolavoro di Bernie

Titolo: Spy Formula 1
Attori principali: Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Kimi Raikkonen
Regia e sceneggiatura: Bernie Eccleston
Trama: in un campionato del mondo caratterizzato dall’esordio del sorprendente (e paraculato) talento anglo-caraibico Lewis Hamilton, in un ambiente alla ricerca dell’erede del marziano Michael Schumacher, Ron Dennis, patron della McLaren, mette in scena il più clamoroso furto di informazioni riservate della storia. Per settimane, grazie ad una talpa, spia i progetti segreti della Ferrari. Quando la vicenda viene a galla, la Federazione Internazionale dell’Automobile condanna la McLaren: perdita di tutti i punti del campionato costruttori, e 100 milioni di euro di multa.
Ma la spiata della McLaren è molto più grave di quanto sembri: la squadra rischia la radiazione e i piloti l’annullamento dei punti conquistati. Il patron della Formula 1, Bernie Eccleston, ha però davanti ancora 6 Gran Premi da far correre, con sponsor che pagano miliardi e un enorme circus da gestire. Ed ecco il colpo di genio: permette ad Hamilton ed Alonso di continuare a lottare per il mondiale, in cambio della loro tacita disponibilità di regalare in pista il titolo piloti alla Ferrari. I due, messi davanti alla minaccia di vedere ritirata loro la licenza di guida, accettano di buon grado.
La trovata è un successo: Gran Premi che fanno il record di audience, suspance fino all’ultima gara e tripudio in Brasile delle Rosse. Ne giovano tutti: la Ferrari viene risarcita dell’enorme danno subito, la McLaren salva la faccia, Eccleston vende un prodotto incredibilmente appetibile, Alonso gode, Hamilton rinuncia ad un mondiale che avrebbe finito col danneggiarlo, visti i continui favoritismi di cui ha goduto dall’inizio del campionato.
Recensione: un gran bel film, non c’è che dire. Una pensata geniale di quel falco che è Bernie Ecclestone, che deve avere passato l’estate a chiedersi come uscire da una situazione scandalosa, che minava alle fondamenta la serietà della Formula 1. Il finale, ad un certo punto, è parso però scontato: troppe “coincidenze”, troppe stranezze che hanno incanalato l’esito del mondiale verso un verdetto “giusto” agli occhi dei più. E non è finita qui: nel momento in cui scrivo, le BMW e le Williams sono sotto esame dalla direzione corse brasiliana. Se venissero squalificate, il mondiale tornerebbe magicamente sulla testa di Lewis Hamilton.
Volendo essere breve, comunque vada a finire, a me sa tanto di buffonata, e mi sembra anche che lo sport sia ben lontano da quello che ultimamente questi signori ci fanno vedere.
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