Pupone, vai pure!
Ci ha fatto il favore.
Oggi Francesco Totti dice addio alla mai amata nazionale italiana. Si libera la maglia azzurra numero 10, finalmente la destineranno ad uno più degno di indossarla.
Si sa, il Pupone non m’è mai stato troppo simpatico: scorretto con gli avversari, spesso simulatore, ha goduto per tutta la sua carriera della protezione materna di un ambiente, quello del calcio romano, incapace di valutare anche con minima obbiettività le gesta del Francescone. E dunque, mentre lui sputtanava l’Italia camminando allegramente sugli avversari a terra o ancora peggio salivandogli addosso, si riuscivano ancora a sentire gli entusiastici incitamenti di Trastevere. Incredibile poi il protezionismo offertogli dall’ambiente giornalistico: non si riesce a capire come mai non esista un articolo critico nei confronti del capitano giallorosso.
Ma forse ne scriveranno domani: dopo l’ultima, imbarazzante sparata del calciatore (gioco in nazionale se e solo quando lo decido io, rigorosamente nelle partite più importanti), proposta offensiva verso la Federazione, verso i compagni di squadra e verso tutti gli appassionati di calcio italiani, che quella maglia l’amano veramente, speriamo che qualche giornalista si azzardi finalmente a muovergli una critica seria e meritata. Anche piccola, timida, ci basterebbe, e a lui farebbe più bene che male.
Per le cronaca, in 9 anni Totti ha giocato in Nazionale 58 partite, circa una ogni 2 mesi, segnando appena 9 volte: sono i numeri di un mediocre centrocampista qualunque, più che di un fenomeno internazionale (ditelo voi ai romanisti).
Sarà per questo che, all’estero, Totti è praticamente sconosciuto. Auguri Pupone, dedicati alla Roma, ai bambini e alla tua simpatica moglie, e lascia che dell’azzurro si occupi chi prova piacere e orgoglio nel farlo.
PS: due ore dopo l’annuncio del Pupone, leggo questa agghiacciante dichiarazione del Team Manager della nazionale, Gigi Riva: “Dovremmo solo ringraziarlo per ciò che ha fatto per la maglia azzurra, ho apprezzato moltissimo il modo in cui si e` sacrificato, ha lottato per essere presente al mondiale di Germania 2006, ha combattuto quasi da incosciente, si è sempre messo a disposizione dei compagni e da questa esperienza con la nazionale esce a testa alta, da grandissimo uomo” .
Non la commento, mi sento un po’ nauseato… però se volete lo dico, così da accontentare Gigi Riva: “Grazie, Totti!“
(per esserti levato di dosso la maglia che non meriti, comunque troppo tardi.)
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Io ormai ero convinta e pronta a firmare e così ho fatto. Qui a fianco potete vedere il momento fatidico. Non potete immaginare quanto fossi emozionata!!!


Ci avete scritto…